Caratteristiche del Contratto di Apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato “finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani” (art. 1, co.1, D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167, come mod. dalla L. 28 giugno 2012, n. 92).

I limiti di durata delle diverse figure di apprendistato sono dunque riferiti al percorso formativo, mentre il contratto (stante la definizione generale dell’art.1, co.1) ha sempre natura indeterminata[3]. Inoltre, la causa del contratto è mista,: essa non consiste solo nello scambio prestazione/retribuzione, ma comprende anche un percorso formativo, volto all’inserimento del giovane nel mondo del lavoro. Si configura, pertanto, un duplice obbligo a carico del datore di lavoro, tenuto a corrispondere all’apprendista, a fronte della prestazione lavorativa, non solo la retribuzione (obbligazione retributiva), ma anche una formazione professionale (obbligazione formativa).

Violazione dell’obbligo formativo. Dal momento che il sinallagma contrattuale è costituito non solo dalla prestazione lavorativa contro retribuzione, ma anche dall’attività di formazione, la violazione degli specifici obblighi formativicostituisce un inadempimento contrattuale in quanto tale sanzionabile con lanullità del contratto di apprendistato e la sua trasformazione in ordinario contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Inoltre, “in caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 3, 4 e 5(del D.Lgs. n. 167/2011, relativi alla formazione prevista per i tre tipi di apprendistato: qualificante, professionalizzate e “alto”), il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione” (art. 7, co.1, D.Lgs. n. 167/2011).

Caratteristiche del rapporto. Le caratteristiche fondamentali del rapporto di apprendistato sono state di recente sintetizzate dalla Cassazione, la quale ha precisato che esso è:
– finalizzato all’addestramento professionale (compreso nella causa negoziale), ossia a consentire all’apprendista il “conseguimento della capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato”. Sicché, il prestatore non può essere adibito a compiti elementari e ripetitivi, incompatibili con un rapporto di apprendistato
– condizionato dal principio di effettività. L’obiettivo formativo va raggiunto mediante “lo svolgimento effettivo, e non meramente figurativo, sia delle prestazioni lavorative da parte del dipendente sia della corrispondente attività di insegnamento da parte del datore di lavoro” (pertanto, è necessario verificare le concrete modalità di svolgimento del rapporto “mentre restano prive di rilievo le connotazioni solo formali, come la qualificazione nominale del contratto o la attestazione dell’avvenuto superamento della prova…”. In sintesi, per impartire all’apprendista l’insegnamento utile a conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato è necessario “lo svolgimento effettivo sia delle prestazioni lavorative da parte del dipendente sia della corrispondente attività di insegnamento da parte del datore di lavoro”. Con la conseguenza che “chi alleghi la sussistenza di un rapporto di apprendistato ha l’onere di dimostrare che il rapporto lavorativo si è svolto effettivamente con le caratteristiche tipiche di detto rapporto lavorativo”
– attuabile in maniera differenziata, a secondo che si tratti di elevata professionalità o di semplici prestazioni di mera esecuzione; con possibilità di anticipazione della fase teorica rispetto a quella pratica (purché si realizzi “l’ingresso guidato del giovane nel mondo del lavoro”); e con la possibilità che “la formazione possa avvenire durante lo svolgimento delle mansioni, essendo difficilmente operabile una netta ed inequivoca distinzione tra l’attività esclusivamente destinata all’acquisto della professionalità e l’attività di lavoro in senso stretto”. Il datore di lavoro può, pertanto, impartire l’insegnamento pratico “secondo le esigenze aziendali, sulla base di valutazioni organizzative proprie del datore stesso”.

Tipologie. Sono previste tredifferenti tipologie di apprendistato, articolate su diversi percorsi formativi, ed una articolazione specifica sotto il profilo dei destinatari:
a) apprendistato “qualificante”: “per la qualifica e per il diploma professionale” (art. 3, D.lgs. n. 167/2011);
b) apprendistato “professionalizzante” “o contratto di mestiere” (art. 4, D.Lgs. n. 167/2011);
c) apprendistato “alto”: “di alta formazione e di ricerca” (art. 5, D.Lgs. n. 167/2011);
d) apprendistato “riqualificante” destinato ai lavoratori in mobilità (art. 7, co. 4, D.Lgs. n. 167/2011).

Molto interessante.

Nozione di Trasferimento di Azienda

In materia di trasferimento di ramo d’azienda, la Cassazione ha precisato che tanto la normativa comunitaria, quanto la legislazione nazionale (art. 2112 cod. civ., co. 5, come sostituito dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 32) perseguono il fine di “evitare che il trasferimento si trasformi in semplice strumento di sostituzione del datore di lavoro, in una pluralità di rapporti individuali con altro (datore di lavoro) sul quale i lavoratori possano riporre minore affidamento sul piano sia della solvibilità sia dell’attitudine a proseguire con continuità l’attivita produttiva (Cass. 26 gennaio 2012, n, 1085, in Guida lav., 2012, n. 11, 41).

L’art. 2112 cod. civ., co. 5, si riferisce alla “parte d’azienda, intesa come articolazione funzionale autonoma di un’attività economica organizzata”. In particolare, si deve trattare di “un’entità economica organizzata in modo stabile e non destinata all’esecuzione di una sola opera (cfr. Corte di Giustiza CE, 24 gennaio 2002, C-51/00) ovvero di un’organizzazione quale legame funzionale che renda le attività dei lavoratori interagenti e capaci di tradursi in beni o servizi determinati” anche se “il motivo del trasferimento ben può consistere nell’intento di superare uno stato di difficoltà economica”.

Inoltre, il “trasferimento deve consentire l’esercizio di una attività economica finalizzata al perseguimento di uno specifico obiettivo, il cui accertamento presuppone la valutazione complessiva di una pluralità di elementi, tra loro in rapporto di interdipendenza in relazione al tipo di impresa, consistenti nell’eventuale trapasso di elementi materiali o immateriali e del loro valore, nell’avvenuta riassunzione in fatto della maggior parte del personale da parte della nuova impresa, dell’eventuale trasferimento della clientela, nonché del grado di analogia tra le attività esercitate prima e dopo la cessione, in ciò differenziandosi dalla cessione del contratto ex art. 1406 cod. civ., che attiene alla vicenda circolatoria del solo contratto, comportando la sola sostituzione di uno dei soggetti contraenti e necessitando, per la sua efficacia, del consenso del lavoratore ceduto” (cfr. Cass. 17 marzo 2009, n. 6452, in Riv. crit. dir. lav., 2009, 447).

La fattispecie esaminata dalla Cassazione nella sentenza n. 1085/2012 riguardava la trasformazione, operata da una società farmaceutica, della VII rete di informatori medico scientifici, avvenuta, secondo la Corte, correttamente, in conformità all’art. 2112 cod. civ, co. 5, parte 2.

Come Aprire un Conto Corrente per Protestati

L’apertura di un conto corrente per protestati è una cosa che non tutte le banche concedono. Considerando che si sono avuti dei problemi in passato, oggi potrebbe essere complesso riuscire ad ottenere un conto corrente.

Come fare per aprire un conto corrente se si è protestati?
Sicuramente la cosa migliore da fare è rivolgersi direttamente in banca ed esporre la propria situazione, cercando di essere il più sinceri possibile e mettendo in evidenza i propri “lati positivi”, come ad esempio il fatto che si ha un lavoro e che le condizioni che hanno portato al protesto non esistono più e sono state abilmente superate.

Di solito le banche rifiutano di aprire un conto corrente per i protestati per due semplici motivi. Il primo è che essere devono tutelare il risparmio, dunque tendono sempre a tutelare i propri clienti e a non unire protestati con non protestati. Inoltre, considerando che già in passato un individuo ha avuto dei problemi economici ed è stato protestato per non aver mantenuto i suoi impegni (quali che siano state le motivazioni), ecco che l’apertura di un conto corrente per protestati è una cosa rischiosa.

Alternative al conto corrente per protestati
Se doveste riscontrare dei problemi ad aprire un conto protestati, allora meglio pensare a delle alternative, come ad esempio delle carte di credito per protestati con IBAN, che ti permettono la ricezione di bonifici (dunque dello stipendio, ad esempio) e ti danno una carta con cui poter fare acquisti in rete, limitando le possibilità di ricevere denaro a credito, dato che si possono spendere solo i soldi che sono stati versati sulla carta stessa.

Consolidamento Debiti UBI Banca – Caratteristiche

Il consolidamento debiti è una tipologia di prestito richiesta da chi ha acceso, in passato, diversi finanziamenti, e oggi si trova a pagare per ognuno di essi delle rate mensili che, tutte insieme, possono creare una certa difficoltà.

UBI Banca ha pensato di fornire, attraverso tutte le banche che fanno parte del gruppo, un prestito di consolidamento debiti molto vantaggioso, con cui estinguere i prestiti in essere ed averne uno solo a cui far fronte.

Il vantaggio è sicuramente quello di pensare ad una sola rata ogni mese, piuttosto che tante rate. Inoltre, dato che il consolidamento debiti di solito ti permette anche di allungare la durata del prestito, con questa soluzione di UBI Banca potrai pagare una rata mensile che è più bassa, come importo, alla somma delle rate mensili che pagavi in precedenza.

Il prestito di consolidamento debiti di UBI Banca si chiama Creditopplà Unico, è molto vantaggioso e può essere richiesto in maniera davvero semplice.

Questa soluzione è solo una delle tante proposte di prestiti personali che UBI Banca fa ai suoi clienti.

Prestiti UBI Banca
Oltre al prestito per consolidamento debiti, con UBI Banca puoi anche avere:
prestito maxi fisso, per chi vuole pagare sempre la stessa rata per ogni mese
prestiti maxi variabile, per chi vuole pagare una rata mensile che si adatta all’andamento dei mercati di riferimento
prestito a rate decrescenti, Creditopplà Maxi Light
cessione del quinto, Creditopplà Quinto

Le soluzioni sono quindi molte.

Parametri di Negoziazione dei Titoli

Alla proposta di negoziazione, o ordine, il cliente può associare istruzioni particolari riguardanti la quantità, il prezzo ed il tempo di negoziazione. Queste istruzioni, definite parametri di negoziazione, sono codificate dal sistema telematico e fanno si che l’investitore possa godere di una maggiore tutela e di una maggior trasparenza. Gli ordini immessi senza specifiche vengono eseguiti anche parzialmente e il residuo rimane come proposta nel circuito.

Quantità
<> (eoc): l’ordine viene eseguito, anche parzialmente, al prezzo di apertura, mentre il saldo residuo viene automaticamente cancellato; questo parametro viene utilizzato nei casi in cui si voglia operare con immediatezza e non si stiano costruendo posizioni complesse.

<> (eqm): la proposta viene eseguita anche parzialmente, almeno per il quantitativo minimo indicato; se non è possibile l’esecuzione di tale quantitativo minimo, la proposta viene cancellata automaticamente; è utilizzato da chi sia interessato solo a quantità rilevanti e non desideri quindi acquisire (o cedere) solo una parte della sua quantità obiettivo.

<> (ton): l’ordine deve essere eseguito per l’intero quantitativo indicato all’atto dell’immissione; in caso contrario viene automaticamente cancellato.

Prezzo
<> (erp): questa specifica consente di allestire rudimentali meccanismi stop-loss o stop-gain, perché vengono comunque accettati dal sistema, ma restano nascosti fino a quando il prezzo è lontano dalla soglia prefissata. Se il titolo scende troppo (o sale abbastanza), l’ordine viene evidenziato e , non appena possibile, si realizza lo scambio. L’investitore così non rischia di “dimenticarsi” di vendere un titolo quando ha avuto un guadagno soddisfacente o di tenerlo anche quando fosse sceso causando una perdita eccessiva.

<> (eco): è simile al vecchio ordine “al meglio”, in quanto non prevede un limite di prezzo, ma viene eseguito chiudendo le proposte di segno inverso presenti nel book partendo dalla più favorevole e risalendo verso le meno favorevoli fino alla completa esecuzione dell’ordine. L’eventuale residuo rimane nel circuito come proposta con il prezzo dell’ultima transazione.

Tempo
<> (vsd): mentre gli ordini normali decadono se non eseguiti in giornata, questa specifica consente di far permanere l’ordine nel circuito per un tempo superiore sino ad un massimo di 30 giorni dall’immissione.

Molto interessante.