Come Aprire un Mercatino dell’Usato

L’usato è un settore del mercato che negli ultimi anni è cresciuto molto. Che sia per il fascino di molti prodotti datati, oppure per la ricerca di un risparmio durante i nostri acquisti, di certo il settore non delude mai. Ma come aprire un mercatino tutto nostro? Vediamolo in questa semplice guida.

Se desideri aprire un mercatino dell’usato e non sai da che parte iniziare, allora questa è certamente la guida che fa al caso tuo. Il primo passo in assoluto che devi fare è quello di trovare un locale dove avviare l’attività e che sia adatto alle tue esigenze. Le dimensioni dello stesso devono essere adeguate. In ogni caso ti consiglio di non scendere sotto i 200 metri quadrati.

La posizione del mercatino sarà fondamentale. Scegli una zona ben trafficata, e dove sia possibile parcheggiare con semplicità l’automobile.
Recati presso l’Agenzia delle Entrate della tua provincia, e richiedi l’apertura della Partita Iva. Questa è gratuita e di rilascio immediato.
In alternativa puoi collegarti al sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per esercitare quest’attività non serve che tu ti iscriva ad alcun albo.
Recati semplicemente al comune, e comunica l’inizio attività. Attendi, quindi, 30 giorni, e se non ricevi risposta negativa da parte dello stesso, significa che puoi procedere.
Recati alla Camera di Commercio, ed iscriviti.

Ricorda di fare un’ottima pubblicità iniziale (e periodica) al tuo mercatino, per farlo conoscere da più gente possibile.

Come Prepararsi per il Colloquio

In questa guida spieghiamo come prepararsi per il colloquio di lavoro.

Gestite bene la telefonata
Risulta essere il primo contatto che avrete con l’azienda che vi sta offrendo il lavoro. Secondo una legge non scritta, vi cercheranno
sempre nel momento meno opportuno: mentre state imprecando nel traffico; durante la scena clou del vostro programma preferito; in biblioteca, l’unica volta in cui vi siete dimenticati di togliere la suneria del cellulare ecc… La voce dall’altra parte della cornetta, esordirà quasi sicuramente con un: “la disturbo?”. “Assolutamente no”, dovrete rispondere prontamente. Da questo momento, dovrete trasformarvi in una perfetta segretaria, esperta nel fissare appuntamenti e nel rispondere al telefono. Mantenete la calma, mostratevi sicuri di voi stessi e non tentennate. Se poi vi capita l’unica persona che sembra non aver mai fissato un colloquio in vita sua, gestite voi la chiamata, chiedendo tutte le informazioni necessarie.

Segnatevi tutto
Non fatevi prendere dall’ansia e non temete di risultare poco intuitivi. Chiedete sempre un minuto per recuperare carta e penna e scrivetevi tutto: indirizzo, data, ora e soprattutto il nome della persona con cui dovrete sostenere il colloquio. Non contate troppo sulla vostra memoria perchè appena metterete giù, avrete dimenticato almeno il 50% di quello che vi è stato detto. Piuttosto dite che proprio non avete la possibilità di scrivere e chiedete che vi venga inviata una e-mail o di essere richiamati.

Documentatevi sul luogo di lavoro
Con tutti i curriculum che avrete mandato, è molto probabile che non vi ricordiate neppure per quale offerta vi hanno contattati. Quindi, andate a recuperare l’annuncio per cui vi eravate candidati e fate una breve ricerca sull’azienda. Dire in fase di colloquio che avete consultato il loro sito internet, funziona sempre: gli occhi del vostro interlocutore si illumineranno, si animerà improvvisamente e inizierà a chiedervi cosa ne pensate (quindi, preparatevi già la risposta!). E poi, controllate bene dove si trova l’azienda, studiatevi il percorso e calcolate il tempo necessario per raggiungerla.

Scegliete l’abbigliamento adatto
Per la scelta, è fondamentale essersi documentati sull’azienda. Se vi state candidando come futuri consulenti finanziari, il vestito elegante è d’obbligo. Se invece dovete andare in un call center, in giacca e cravatta sarete decisamente fuori luogo. Ovviamente, sono banditi un look stravagante, scollature mozzafiato e un abbigliamento alternativo. Meglio un look più anonimo, giusto in attesa della firma del contratto.

Siate puntuali
Ecco, in queso periodo non avete mai nulla di improrogabile da fare ma il giorno del colloquio è l’unico in cui avevate un altro impegno. Piuttosto di arrivare in ritardo, cercate di posticipare l’appuntamento oppure di rinviare l’impegno. Partite da casa con un po’ di anticipo per evitare i soliti imprevisti fantozziani: il pullman in ritardo, i lavori in corso a un km dalla vostra meta o il parcheggio che non si trova neppure pagando 5 euro all’ora. Anche se siete sul posto da un’ora,
presentatevi mai con più di 10 minuti di anticipo: cinque sono più che sufficienti.

Importanza del Clima Aziendale

Il clima aziendale è importantissimo per la vita di un’azienda.
Perchè influenza tutto il contesto, organizzativo e personale. E’ noto che le aziende più efficienti sono quelle al cui interno ci si
sente bene, rispettati e con la libertà di esprimere il proprio potenziale fino in fondo.

Sono molti i fattori che influenzano il clima aziendale, oggetto di studi e analisi e negli ultimi tempi anche di corsi universitari: la definizioni di ruoli e responsabilità, la gestione del tempo e dei momenti informali, la disposizione nell’ambiente, l’organizzazione, l’autonomia, i turni e gli orari di lavoro sono solo alcune delle cose che influenzano il clima ziendale.

Ogni anno “The great place the word” in collaborazione con “Il Sole 24 ore” elaborano una graduatoria delle aziende nelle quali il clima è migliore.
Le grandi aziende informatiche occupano i primi posti ed hanno scalzato la Ferrari, che l’anno scorso  era al primo posto: Comanda Google, seguita da Coca Cola Italia e Microsoft Italia.
Tra le prime dieci aziende, sono presenti Elica s.p.a., American Express e Cisco System.
Non compaiono le grandi aziende tutte italiane, che si trovano oltre il 35° posto.

Molti analisti ed esperti, legano il successo e i continui miglioramenti, oltre a scelte di mercato e strategiche opportune, anche al clima aziendale, che favorirebbe notevolemente tutto l’apparato organizzativo.

Come Inviare il Curriculum

In questa guida spieghiamo come preparare e inviare il curriculum.

Mandatelo via mail e possibilmente ad un indirizzo personale. Meglio evitare i form del tipo “candidati online”:
si finisce in una banca dati ma le possibilità di essere chiamati sono remote e i tempi di risposta quasi eterni. Assolutamente no al cartaceo: è come dire che voi e la tecnologia siete due cose opposte e il vostro cv sarà destinato ad un sicuro cestinamento.

Presentatevi, bastano anche solo due righe ma perdete cinque minuti per scriverle. Non dovete stupire con effetti speciali, l’importante è dire il vostro nome e cognome e mi raccomando: siate gentili. Ringraziate per l’interessamento e rivolgete sempre i più sentiti cordiali saluti. Il curriculum deve essere sempre accompagnato dalla lettera di presentazione, per modelli da scaricare è possibile vedere il sito Letteradipresentazione.net.

Rileggete tutto, non fidatevi dei poteri della tecnologia. Il controllo ortografico sarà anche una grande invenzione ma a volte gioca brutti scherzi. Non c’è nulla di peggio di un cognome storpiato: se è il vostro, può anche passare ma se è quello del mittente sono guai. E ricordatevi l’allegato. Certo, errare è umano e si può sempre rimediare con una seconda e-mail, stavolta corretta. Però pensate a chi riceve una mail vuota: per quanto sia magnanimo di cuore, è difficile che vi consideri persone scrupolose e attente ai minimi dettagli.

Date il consenso per la privacy, i più ligi alla legge non vi chiameranno se non avrete dato il vostro consenso al trattamento dei dati personali. Quindi copiatevi questa frase su un file e ricordatevi di incollarla sempre su ogni lettera di presentazione: “autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. L. 30 giugno 2003 n. 196″.

Leggete bene l’annuncio, nel 90% dei casi un cv scritto in Word e inviato via mail va benissimo ma c’è sempre chi si vuole distinguere. Alcune aziende non vogliono file allegati ma preferiscono che copiate il testo del vostro cv direttamente nella mail. Altre non accettano alcuni formati. E poi c’è anche chi non ne vuole sapere di ricevere mail e vi obbliga a compilare quei noiosissimi form on line dove dopo avervi chiesto vita morte e miracoli della vostra esistenza, vi chiedono anche di allegare il vostro cv. Non bastava quello?!

Attenzione al mittente, controllate che l’indirizzo di posta a cui inviare la mail sia corretta ma soprattutto scrivete correttamente il nome dell’azienda. E non cadete sulla denominazione sociale: snc, spa, srl magari a noi sembrano tutte uguali ma per il datore di lavoro no! Se sbagliate il nome dell’azienda date subito l’idea di chi non sa neppure a chi si sta rivolgendo.

Fatevi un promemoria, conservate le mail che inviate e soprattutto scrivetevi gli annunci a cui corrispondono. I tempi di reazione dei datori di lavoro spesso non sono così immediati e, se mandate decine di cv al giorno, fate in tempo a scordarvi tutto. Un promemoria sarà utile anche per un breve ripasso pre-colloquio.

Adattate curriculum e lettera di presentazione al contesto. Forse non è un consiglio molto “politicaly correct” ma può essere utile. Se non c’è un solo lavoro che vi interessa e state mandando cv ovunque, cercate di mostrarvi interessati magari inserendo negli interessi personali del vostro cv, qualcosa di inerente al posto in cui vi state candidando.

Non mentite, non è un modo per rimediare al punto 8! Non mentire serve soprattutto a voi per evitarvi spiacevoli inconvenienti. Insomma, non dite che conoscete a menadito russo e aramaico anche se sapete a malapena l’italiano: in fase di colloquio potrebbero verificare le vostre effettive capacità e potreste rischiare una figura poco piacevole!

Fate selezione, non riuscite a trovare lavoro e siete colti dal raptus di inviare cv ovunque? Attenzione perchè poi, per un’oscura legge della probabilità, verrete chiamati proprio per quei lavori per cui non siete assolutamente portati. E un conto è fare qualcosa che non ci entusiasma, un altro fare un lavoro in cui ci si sente costantemente a disagio.

Trasferimento Impresa – Come Fare

Se trasferiamo nell’ambito della stessa provincia la sede legale della nostra impresa, occorre presentare alla Camera del Commercio il modello S2.

Se nella nuova sede sono ubicati anche gli uffici amministrativi e gestionali dell’attività bisogna barrare nel modello S2 la casella SI e allegare il modello UL per registrare anche il cambiamento della sede amministrativa e gestionale.

Se la sede amministrativa è ubicata in una provincia diversa rispetto alla sede legale, il modello UL va presentato solo nella provincia in cui si è stabilita la sede amministrativa.

Se nella vecchia sede sussiste ancora un’unità dell’attività, magari un magazzino o altro, bisogna barrare sul modulo un SI alla domanda se nella precedente sede legale l’attività economica viene proseguita da una unità locale, altrimenti se si barra il NO la cancellazione di ogni attività in quella sede è eseguita d’ufficio.