Come Lavorare nella Politica

La campagna elettorale in corso sta mettendo in luce schiere di professionisti – più o meno giovani – a supporto dei candidati, dai portavoce ai Campaign Manager, dalle persone che si occupano della segreteria agli Spin Doctor. Persone che ora appaiono sotto i riflettori, ma che in realtà lavorano per tutto l’anno, spesso dietro le quinte. Proviamo a vedere quali sono i mestieri della politica e come si può trasformare una passione nella propria professione per tutta la vita. Con una premessa: anche se negli ultimi anni sono nate alcune offerte formative, la maggior parte di coloro che lavorano nel settore ci sono arrivati casualmente o per conoscenza diretta. È difficile, in sostanza, immaginare nel nostro paese un mercato della domanda e dell’offerta di lavoro in questo comparto come avviene nei Paesi anglosassoni.

Il portavoce
È la figura più diffusa, l’alter ego del politico, la persona di maggiore fiducia. Il portavoce ha il compito di curare la comunicazione all’esterno del candidato o del rappresentante delle istituzioni. Il suo lavoro si svolge, quindi, in continuo contatto con la persona che rappresenta. Di solito il portavoce svolge anche il compito di responsabile comunicazione e/o ufficio stampa. In questo ambito il suo è per lo più un ruolo di mediazione, tra i giornalisti e il politico. Per svolgere questa attività occorrono innanzitutto una grande conoscenza dei media e delle loro dinamiche, oltre che flessibilità negli orari lavorativi e resistenza allo stress.

Esperto comunicazione
Molto diffuso negli Stati Uniti, è l’esperto della comunicazione e del marketing politico, un professionista in grado di analizzare lo scenario politico e geografico e anticipare le probabili ricadute della persona per cui lavora. I suoi compiti possono spaziare dalla scrittura dei discorsi alla cura dell’immagine e delle pubbliche relazioni del politico, fino alla programmazione dei momenti di visibilità del candidato (tipo comizi, incontri, eventi di vario genere).
Spin è un termine ricavato dal gioco del baseball, a indicare la direzione che viene data alla palla. Quindi è una persona che conosce in profondità il mondo della comunicazione e ha la capacità di orientare l’agenda dei media in modo da massimizzare l’impatto positivo sul politico che rappresenta. Ecco perché a svolgere questo lavoro sono soprattutto persone capaci di mantenere la freddezza anche nei momenti più difficili. Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione sono le lauree più gettonate per arrivare a svolgere questa professione, anche se ultimamente sono in crescita professionisti che arrivano da un percorso nelle discipline di Statistica o affini.

Fundraiser
Il Fundraiser è un professionista diffuso in particolare nel settore non profit. Per quanto concerne la politica, solitamente trova impiego al servizio dei partiti o delle fondazioni. Il suo compito principale è reperire le risorse finanziarie – sotto forma di sussidi, sponsorizzazioni, donazioni o altro – indispensabili per svolgere le attività dell’organizzazione per la quale lavoro. Un lavoro che parte dall’analisi del contesto economico in cui si opera, per passare all’individuazione dei possibili sostenitori e alla gestione delle pubbliche relazioni con gli stessi.
Questo professionista deve avere prima di tutto grande padronanza delle tecniche di marketing e di comunicazione, deve possedere nozioni di diritto e conoscere i fondamenti della contabilità e del bilancio. Inoltre deve essere naturalmente portato alle relazioni personali ed essere dotato di grande capacità persuasiva.

Campaign Manager
È la figura con il maggior impatto mediatico in queste settimane. Il responsabile della campagna elettorale è il regista di tutte le operazioni nei due-tre mesi che precedono le votazioni. In realtà, però, il suo lavoro si svolge durante l’intero arco dell’anno. Il Campaign Manager guida un team di persone con competenze diversificate e segue direttamente alcuni passaggi fondamentali: analisi dei temi, sviluppo della ricerca, management di risorse umane ed economiche, costruzione di alleanze strategiche, comunicazione per mobilitare, valutazione dell’azione. Propensione al coordinamento, mentalità manageriale e capacità di resistere allo stress sono le doti indispensabili per farsi strada nel settore. Per chi vuole muovere i primi passi, il consiglio è di mettersi alla prova in un’associazione culturale o di volontariato come Campaign Manager. Un’attività spesso svolta gratuitamente, ma che può agire da trampolino per il futuro.

Come Funziona la Centrale Rischi

La Centrale Rischi è un sistema informativo circa il complessivo indebitamento di ogni cliente verso la propria banca o società finanziaria (entrambe nominate “intermediari finanziari”), risultante da ogni operazione bancaria.

Gli intermediari comunicano con cadenza mensile alla Banca d’Italia oppure alle Centrali Rischi Private (per indebitamenti inferiori a tale importo), i crediti complessivi che vantano verso i propri clienti e che sono considerati “esposizioni a rischio”.

Le esposizioni debitorie sono raccolte in modo personalizzato (per ogni singolo cliente) ed inserite in cinque distinte sezioni a seconda delle operazioni originarie dalle quali sorge il credito.

Queste sono: crediti per cassa, crediti per firma, garanzie ricevute, derivati finanziari, sezione informativa.

A prescindere dalla sezione considerata, la segnalazione alle Centrali Rischi può derivare solo da un dato preciso: l’incapacità del debitore di far fronte in modo ordinario alle proprie obbligazioni a causa di difficoltà, sia temporanee (si parlerà di credito “incagliato”), oppure permanenti (si tratterà allora di credito “in sofferenza”) .

La segnalazione comporta per il cliente segnalato conseguenze a lui sfavorevoli : qualsiasi intermediario finanziario potrà monitorare la sua situazione debitorea, prima di decidere di intrattenere rapporti con lo stesso. Nella realtà dei fatti, essere segnalati comporta l’automatica ed immediata esclusione dal sistema creditizio : qualsiasi richiesta di mutuo, fido bancario o apertura di credito verrà respinta per tutto il periodo di permanenza del soggetto segnato nella banca dati delle Centrali , in quanto verrà considerato un debitore “inaffidabile”. I prestiti a protestati, come spiegato nel dettaglio in questa guida, sono infatti difficili da ottenere.

Per ritornare ad accedere al credito, è quindi necessario rimuovere con urgenza la segnalazione, soprattutto se “illegittima”, ossia quando sia stata originata da un errore dell’intermediario finanziario: quando cioè manchino i presupposti relativi al credito ( la sofferenza, l’incaglio, il ritardo ecc..), requisiti essenziali per la legittima segnalazione.

L’intermediario finanziario che abbia effettuato una segnalazione illegittima è tenuto a rispondere dei danni patrimoniali arrecati al proprio cliente, oltre ovviamente a provvedere alla rimozione della segnalazione stessa.

Indice Ribor – Significato e Definizione

Quando si parla di Ribor si fa riferimento all’acronimo dell’espressione Rome Inter Bank Offerd Rate, che riguarda un tasso che nel passato rappresentava il costo del denaro a breve termine. Si trattava di un indice che veniva rilevato da un campione dei principali istituti di credito italiani sulla piazza di Roma. L’indice fu utilizzato come criterio di riferimento al fine di individuare il tasso variabile dei prestiti fino al 1998.

In seguito alla comparsa dell’euro, infatti, gli undici Paesi europei che inizialmente hanno deciso di usare la medesima moneta hanno dato vita all’Euribor, che altro non è se non un tasso interbancario continentale che attualmente vale per tutta l’area in cui l’euro rappresenta la valuta legale. Dunque, il Ribor, o Euribor, è un indice che rappresenta la rilevazione di una situazione di mercato (un po’ come il valore di un termometro è indice della temperatura all’interno di un ambiente). Euribor sta per Euro Interbank Offered Rate, e costituisce il tasso medio a cui si verificano le transazioni finanziarie tra le principali banche del Vecchio Continente, ovviamente in euro. L’Euribor, dunque, può essere considerato un indicatore affidabile del costo del denaro, proprio perché dipende dagli istituti di credito più importanti d’Europa, che meglio di tutti conoscono il prezzo dei soldi. L’Euribor viene rilevato tutti i giorni lavorativi, in modo tale che il suo valore sia costantemente e correttamente aggiornato.

L’affidabilità di Ribor ed Euribor ha fatto sì che praticamente tutte le banche abbiano collegato ad esso l’oscillazione dei mutui a tasso variabile da essere offerti. Essendo un indicatore piuttosto sensibile rispetto alle aspettative sui mercati, appena essi tendono al ribasso o al rialzo, l’Euribor si adegua. In genere è in grado di anticipare addirittura i tempi, registrando cambiamenti giorni se non settimane prima che la Banca Centrale Europea si esprima in merito a un ritocco del costo del denaro. Se le previsioni parlano di un incremento dei tassi tra due mesi, l’Euribor a una settimana o due settimane rimarrà invariato, mentre quello a due mesi punterà immediatamente in alto. Il funzionamento dell’indice Ribor, prima del 1998, era ovviamente lo stesso.

Gli elementi che provocano fluttuazioni dei tassi sono molti e differenti: un esempio è rappresentato dal desiderio di favorire lo sviluppo, il che tende a un contenimento dei costi, agevolando l’indebitamento e di conseguenza gli investimenti operati dalle imprese. D’altro canto, l’aumento dei tassi d’interesse può andare a contrastare un’economia che per motivi differenti sta crescendo in maniera troppo veloce: in questo modo si scoraggia il ricorso al sistema finanziario. Insomma, una valuta che pare indebolirsi può essere rinsaldata grazie all’afflusso di capitali che vengono attirati da tassi superiori e viceversa. Chiaramente le leggi dei mercati non dipendono dai desideri delle banche centrali, che la maggior parte delle volte possono solo adeguarsi a situazioni di fatto che non sono modificabili, magari determinate da squilibri globali o ondate speculative imprevedibili.

Rendita Catastuale – Significato e Definizione

La rendita catastale è una cifra che rappresenta o dovrebbe rappresentare, quanto un immobile annualmente riesce a fruttare in termini economici, essa è la base sia per la determinazione dell’ ici, imposta comunale sugli immobili, sia per l’ irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, è ovvio che ad un rendita catastale alta, corrisponde un aumento delle imposta da pagare. Il catasto è invece l’ elenco di tutti i beni immobili presenti nel territorio italiano e ha lo scopo di identificare gli immobili e appunto, calcolarne la rendita anche al fine di stabilirne il valore di compravendita.

Il calcolo si ottiene in base ad alcuni parametri e in particolare, per le abitazioni è il prodotto tra la grandezza dell’ unità immobiliare, ovvero vani, superficie e volume e la tariffa d’ estimo conoscibile presso l’ ufficio catasto e dipende dal comune di appartenenza, ma anche dalla zona e dalla destinazione d’ uso dell’ immobile. Per le abitazioni i parametri sono diversi, essi vengono definiti in tre categorie, la categoria A si riferisce agli immobili destinati all’ abitazione civile, all’ interno di questa categoria vi sono delle sottocategorie, ovvero l’ abitazione può essere di tipo signorile, civile, economico, popolare, ultrapopolare, rurale, villini, ville ed uffici, la categoria B riguarda scuole ed edifici pubblici in genere come ad esempio gli ospedali, mentre la categoria C, i locali di tipo commerciale e anche qui abbiamo delle sottocategorie (negozi, magazzini, laboratori, palestre, stabilimenti balneari, stalle, tettoie). Naturalmente un’ abitazione popolare ha una rendita minore rispetto ad un villino oppure ad un’abitazione signorile.

Il comune denota poi delle classi di appartenenza a seconda delle finiture dell’ abitazione, i servizi. Tutte queste caratteristiche contribuiscono a far aumentare il valore della rendita catastale e quindi anche delle imposte su esse calcoltate e in questo senso una maggiore rendita può essere svantaggiosa perchè porta nel calcolo delle imposte, a dover pagare cifre più elevate. In compenso maggiore è la rendita catastale, maggiore è il valore dell’ immobile e quindi in caso di vendita, maggiore è il ricavo che si può ottenere dalla stessa.

Per i terreni vengono stabiliti due redditi, il primo è il reddito dominicale, che rappresenta il valore teorico in caso di affitto, il secondo è il reddito agrario e consiste in ciò che si dovrebbe ricavare dalla coltivazione del terreno, lo svantaggio di valori elevati è sempre dovuto alle imposte, mentre il vantaggio è nelle compravendite. tali valori vengono periodicamente aggiornati e basta fornire i dati identificativi all’ ufficio catasto competente per territorio, per sapere quali valori sono dati al nostro immobile, sono solitamente presenti in tutte le province d’ Italia, oppure disponibili on line. Altro particolare, se gli immobili non vengono iscritti al catasto e risultano quindi inesistenti al fisco, essi non possono essere validamente venduti, ma possono anche essere soggetti alla distruzione in quanto abusivi, quindi non vi è alcun vantaggio nella non rivelazione degli stessi.

Relazione Notarile Preliminare – Significato

Capita spesso , quando ci si reca presso un istituto di credito bancario per stipulare un contratto
di mutuo per poter acquistare un immobile di sentire parlare della redazione di una relazione
notarile preliminare allo stesso atto di concessione del prestito richiesto , ma non sempre si
sa di cosa si tratti.

Spesso e volentieri , infatti , le banche richiedono la presenza di un notaio per redigere
tale rapporto , proprio perchè vogliono poter mettere agli atti , prima di qualsiasi discussione
dei termini del mutuo , l’effettivo stato dell’immobile cui chi richiede il prestito è interessato ,
con specifiche e soprattutto proprietari e quant’altro.
Questo proprio per non avere sorprese nel caso in cui la banca si debba , in un futuro anche
lontano , rivalere sull’immobile stesso , ed avere un quadro , peraltro certificato da un addetto ai
lavori , dello status della casa o, più in generale , dell’oggetto stesso della garanzia.
Solitamente tale prestazione viene pagata dal richiedente il mutuo , insieme a tutte le altre spese
che dovranno coprire le prestazioni del notaio nel corso della richiesta e della stipula del mutuo
stesso.

Di solito la parcella per l’intero lavoro parte da poco meno di 2.000 euro per arrivare al doppio , circa 4.000 euro , in base anche allo scaglione dell’ipoteca del mutuo stesso.
Spesso , inoltre , è la banca stessa a fornire al notaio un modulo prestampato da riempire con
le informazioni che interessano all’istituto di credito , anche se in linea di massima tale
relazione si sviluppa nel modo seguente: una prima sezione , solitamente , è dedicata ai dettagli
dell’immobile , e prevede che vi si alleghi una recentissima visura catastale.
Bisognerà quindi indicare l’esatta posizione , l’esatta metratura in metri quadri , il numero dei vani ,
e via discorrendo , fino ad ottenere una corretta ed esaustiva descrizione dell’immobile.

Nella seconda parte , invece, di solito viene richiesta la precisa intestazione dell’abitazione , ovvero
chi sono i veri proprietari , nonché eventuali variazioni che possano arrivare alla proprietà in
forza di successioni oppure di testamenti, onde evitare , anche a distanza di anni , di ledere in qualche
modo eventuali eredi dello stesso immobile.
Ma la parte in assoluto più importante di tale relazione , e quella cui la banca è sicuramente maggiormente interessata è la terza sezione , quella relativa allo stato dell’immobile per quanto
concerne eventuali vincoli giuridici , come ipoteche preesistenti e simili.

In tale sezione , infatti , il notaio dovrà apporre tutte le informazioni relative ad eventuali diritti di
prelazione per terzi , oppure riservati domini, ad esempio , insomma tutte quelle informazioni che
possano in un futuro nuocere sulla banca che si dovesse rivalere sull’immobile. Analogamente verranno indicate ipoteche , eventuali avvenuti sequestri e così via.
Insomma, la relazione viene pagata dal contraente, tutelando la banca.