Come Fare un Postagiro con Conto Bancoposta Click

Postagiro online è un nuovo e pratico servizio che ti permette, attraverso il tuo conto BancoPosta Click, di trasferire fondi dal tuo conto ad altri conti, sempre BancoPosta, intestati. La differenza rispetto al bonifico postale è infatti che  il trasferimento immediato fondi presenti su un conto corrente può essere effettuata solo tra due conti di uno stesso intestatario. Un servizio innovativo che avviene nella massima sicurezza in quanto, per portare a termine l’operazione, è richiesto un codice che tu stesso genererai attraverso il lettore BancoPosta.

Se sei titolare del conto BancoPosta Click e vuoi trasferire fondi direttamente online, collegati al sito tenendo a portata di mano la tua carta BancoPosta Click, il lettore BancoPosta, il tuo codice PIN personale e i dati del beneficiario. Entra nell’Home Banking digitando il tuo Nome utente e la Password.

Quando avrai effettuato il login, nella lista delle operazioni che puoi effettuare, clicca su “Postagiro”. Nella pagina successiva, dovrai digitare il numero e l’intestazione del conto del beneficiario. Ricorda che puoi trasferire fondi dal tuo conto a un altro conto BancoPosta Click o BancoPosta intestato a privati o associazioni ma non a favore delle tesorerie provinciali.

Procedendo, dovrai inserire anche l’imposto in euro (espresso in cifre) e la casuale (dato facoltativo). A questo punto, clicca su “Continua” e segui le istruzioni. Successivamente, per completare l’operazione, ti sarà richiesto di digitare il “Codice di risposta” generato dal lettore BancoPosta: introduci la tua carta BancoPosta Click nel lettore che ti è stato consegnato all’ufficio postale al momento dell’apertura del conto e premi il tasto blu “Firma”.

Digita sul lettore il codice (ID Operazione) che leggi sulla pagina web e premi “Ok”. Ora, sempre sul tuo lettore, ti sarà richiesto di digitare il PIN relativo al conto. Dopo averlo fatto, leggerai sul display del lettore il “Codice di risposta” generato. Riporta tale codice nell’apposito spazio della pagina del sito e clicca su “Esegui”. Con quest’ultima operazione hai concluso il tuo postagiro.

Come Aprire una Discoteca

Aprire una discoteca, è stato il sogno per generazioni di giovani che nel corso dei decenni trascorsi, hanno desiderato lavorare in questo ambito o perlomeno, hanno sognato di occuparsi di un’attività di questo genere, magari anche solo in maniera amatoriale.

Fare il dj, il pr, l’addetto alla sicurezza od il gestore di un locale da ballo, oltre che essere un’attività professionale, ha sempre garantito un certo fascino e richiamo, specie per i soggetti più giovani che da sempre hanno guardato alla discoteca come un luogo magico.

Nel corso degli anni però, questo tipo di attività ha subito dei sostanziali cambiamenti dovuti ad una serie di cause
si sono modificati i gusti e le tendenze (sono giunti nuovi ritmi musicali che hanno preso piede e sostituito altri; si sono manifestate nuove e diverse tipologie di come ‘vivere’ la discoteca od il ballo in generale; ecc.);
sono nate altre forme di aggregazione e luoghi in cui ‘consumare’ il ballo e le attività connesse, creando di fatto dei nuovi ‘competitor’ nei confronti della discoteca (ad esempio : i discopub, i discobar, la discoteca in spiaggia);
i cambiamenti avvenuti nella nostra società (con sempre meno giovani e con gli anziani che sono diventati i veri protagonisti in senso numerico);

La realizzazione di una nuova sala da ballo, oppure, quando si vuole riaprire un locale che da molti anni è rimasto chiuso, richiede di dover far fronte ad una serie di adempimenti.

Innanzi tutto, occorre fare una richiesta al comune dove ha sede l’attività, presentando tutta una serie di documenti (planimetrie, certificazioni sugli impianti, ecc.).

Poi, in fase successiva, occorre superare l’esame della Commissione Vigilanza sui Locali.

In genere, è una commissione di cui fanno parte alcuni ‘tecnici’ fra cui gli esperti dei vigili del fuoco, della prefettura, ecc., per verificare se il locale presenta tutte le caratteristiche per essere considerato a norma.

L’arredamento, in materiale ignifugo (divanetti, tavolini, ecc.), tiene anche conto di una serie di investimenti importanti che possono essere ammortizzati solo in parecchi anni di attività continuativa.

Una discoteca, dispone di uno più bar, di una o più piste da ballo, di almeno una consolle e di un importante impianto audio e luci, nonché, di un sistema di sicurezza che tenga conto di una serie di norme molto severe.

Realizzare ex novo una discoteca, è un investimento di almeno alcune centinaia di migliaia di euro e quindi, occorre fare bene i conti prima di lanciarsi in iniziative avventate.

Aprire una discoteca. Il business oggi.
L’offerta attualmente sul mercato di questo tipo di servizi (locali da ballo, aree in cui è possibile ascoltare musica ed anche danzare, ecc.) nel corso degli anni si è evoluta e questo, ha cambiato gli equilibri esistenti sino agli anni ottanta.

L’arrivo della musica latino americana, ha certamente dato impulso ad un tipo di ‘offerta’ nuova che si è affiancata alla discoteca tradizionale ed in alcuni casi, ha trovato una forma di sinergia.

Alcune discoteche, ad esempio, hanno mantenuto un orientamento tradizionale :

musica per giovani; locale aperto alla sera per due o(nei casi migliori) tre sere la settimana; ecc..

Altre discoteche invece, per una serie di ragioni si sono ‘riconvertite’ ad un certo tipo di pubblico.

Nella seconda parte, approfondiremo meglio queste dinamiche per comprendere come si sta evolvendo questo settore.

Come Aprire un’Agenzia Recupero Crediti

Le società di recupero credito sono fra le poche imprese che in tempi di crisi sono avvantaggiate dallo stato di difficoltà generale.

Questo però, non deve far pensare che si tratti di un settore di facile gestione.

Per poter operare in questo ambito, occorre conoscere bene il mercato, le dinamiche che influenzano una serie di aspetti, le tecniche da adottare, le quotazioni ed i valori dei crediti ed essere sempre in grado di guidare una squadra di collaboratori per il raggiungimento degli obiettivi.

La concorrenza, è costituita da imprese operanti sul mercato da anni e dotate in molti casi di strutture e competenze valide.

Riuscire a motivare i collaboratori, individuare le tipologie di credito da ‘acquisire’(le più convenienti), abbattere una serie di costi di gestione, ecc., sono alcuni delle azioni che un imprenditore di questo settore deve costantemente attuare.

Nel corso della prima parte, abbiamo cominciato ad analizzare questo settore, in particolare, alcune aree di intervento in cui le società di recupero credito sono molto attive.

Aprire un’agenzia di recupero crediti. Il mercato.
Il mercato, è rappresentato da vari riferimenti :

dai clienti diretti, cioè, da coloro(imprese per lo più) che necessitano dei servizi di un’agenzia di recupero credito.

Fra questi, possiamo indicare tutte quelle imprese che vantano crediti all’esterno (piccole e medie e grandi in particolare).

Le grosse aziende(bancarie, di telecomunicazione, industriali, multiutilies, commerciali, ecc.), sono quelle che hanno maggior bisogno di questi servizi;

comprare crediti.
L’acquisto di crediti da altre società di recupero credito, oppure, sul ‘mercato dei crediti’ (una realtà crescente sia in Italia che all’estero), consente a queste imprese di acquisire a prezzi molto convenienti quantità di crediti di diversa origine da ‘rilavorare’.

Quindi, l’impresa di recupero crediti, può decidere di ‘lavorare per se stessa’, comprando quantità importanti di crediti e cercando di riuscire a ‘raccogliere’ il maggior risultato possibile.

A volte, si tratta di crediti di vecchia data, facenti riferimento spesso ad imprese non più presenti.

Si lavora con obiettivi, cioè, recuperare il 30 o il 50% dell’importo (a volte anche il 15%), a seconda del caso(della tipologia di crediti).

La situazione economica generale non è affatto positiva e le prospettive nel breve termine non sembrano certo ottimistiche per le imprese che operano nei settori tradizionali.

Quindi, il lavoro di un’agenzia di recupero credito, trova in questo contesto generale, una buona ‘base’ per sviluppare il proprio business.

Occorre per anche ricordare che la concorrenza è agguerrita e molto presente in ogni ambito.

Come aprire una società di recupero crediti. L’organizzazione del lavoro.
L’agenzia di recupero crediti è organizzata con strutture (uffici) e collaboratori che in base alle dimensioni dell’impresa, sono più o meno numerosi.

I solleciti avvengono utilizzando 3 canali principali
la posta tradizionale (lettere, raccomandate, ecc.);
il telefono. Attraverso solleciti telefonici, ricerche mediante le utenza telefoniche, parenti, amici, colleghi, ecc., con l’obiettivo di ritrovare il soggetto debitore;
visite dirette presso il cliente. Quindi, l’esattore si reca presso l’impresa, il domicilio o comunque, fissa degli appuntamenti per incontrare il debitore e stabilire una modalità di pagamento, anche con rateizzazioni e ‘pagamenti a stralcio’.

Addirittura(per risparmiare sui costi di gestione), alcune agenzie di recupero crediti da un po di tempo a questa parte, stanno impiegano alcuni call center situati fuori Italia con operatori dall’estero che chiamano in Italia i debitori per sollecitare i pagamenti.

I collaboratori di un’agenzia di recupero credito sono molto spesso degli ‘esterni’, muniti di partita iva o contratti d collaborazione e vengono retribuiti anche e sopratutto in base ai risultati ottenuti.

Migliori Orari Forex per Investire

Il forex è l’acronimo di foreign exchange market, e definisce il mercato in cui vengono scambiate le coppie di valute. Ogni valuta viene messa in relazione con un’altra. Il forex è di fatto il più grande mercato del mondo, giornalmente vengono scambiati nel forex 4 trilioni di dollari. Vi operano banche d’affari, banche centrali, grandi trader, piccoli trader, risparmiatori. Molti affermano che il forex è un mercato aperto 24h/24h, e che vi si possa sempre operare. Malgrado questa affermazione teoricamente corretta, c’è bisogno di fare alcune precisazioni per evitare che molte persone, spinte dalla possibilità di operare quando vogliono, rischino seriamente di perdere i propri soldi.

GLI ORARI DEL FOREX
La settimana delle contrattazioni non inizia, come spesso si crede, il lunedì, ma la domenica sera alle ore 23 ( ora italiana ). A quell’ora apre la sessione asiatica, segue la sessione europea alle 9 del mattino, poi la sessione di New York, Sydney e di nuovo Tokyo, le sessioni si ripetono sino alle ore 22 del venerdì. In effetti il forex è aperto 24h/24h, ma siamo sicuri che tutte le ore valgano allo stesso modo?

Sessioni forex
Sessione Asiatica : dalle 23 alle 10 ora italiana
Sessione Europea:dalle 9 alle 18
Sessione Americana dalle 14 alle 23

Ovviamente non tutti gli orari sono uguali, gli orari migliori sono quelli in cui avvengono il maggior numero di contrattazioni. Il mercato forex raggiunge il suo massimo di liquidità dalle ore 14 alle ore 17, orario in cui sono aperte contemporaneamente sia la sessione Europea, sia quella di New York. Altri orari da considerare, seppure in modo marginale sono
Sidney – Tokyo: dalle 23 alle 8
Londra – Tokyo: dalle 9 alle 10

QUANDO INIZIA IL LAVORO
Si comincia alle 9 del mattino e si finisce, per così dire, alle 19 di sera, ovviamente non bisogna passare tutta la giornata sui grafici, ma basta scegliere i momenti giusti, i momenti migliori. Dopo le 19 solitamente l’interesse generale per il mercato cala, tal volta bruscamente, rendendo poco proficuo le operazioni.

Gestire il Rischio nel Trading

Se il nostro intento è quello di iniziare a fare trading con la speranza di ottenere dei guadagni immediati, è invece molto importante sapere che proteggere i propri guadagni dal rischio impone uno studio ravvicinato su tutti i fattori che, viceversa, potrebbero causarne la perdita. Il cosiddetto “risk management“, noto come “gestione del rischio” nel trading ci dà la possibilità di operare nei mercati in tutta sicurezza massimizzando in questo modo i guadagni.

Le strategie di elevata qualità nella gestione di quanto investiamo rappresentano uno dei punti chiave per la sopravvivenza nel mercato del trading, sia che si tratti di semplici opzioni binarie che del Forex. In questo modo, avremo a disposizione metodi facili, inoltre, per moltiplicare il nostro capitale partendo da una cifra minima. Tra le principali regole per il risk management ad alto livello possiamo ricordare l‘investire non oltre il 50% del capitale iniziale; cifra considerata da molti esperti di finanza come la base massima oltre la quale si dovrebbe rinunciare all’investimento se vogliamo tutelarci da eventuali perdite. Questa legge apre, in subordine, ad un’altra, ovvero non investire più del 15% del capitale in un’unica attività, permettendo invece la cosiddetta “diversificazione del portafoglio“.

Avere a che fare con diversi asset permette infatti di redistribuire il rischio, con il risultato di rendere più agevole il recupero del capitale, anche se inizialmente significa minori somme guadagnate. Ricordiamo inoltre che, se abbiamo difficoltà a quantificare continuamente sui nostri grafici il valore esatto da non oltrepassare, possiamo ricorrere ai cosiddetti “stop order“, punti impostati dal trader per evitare che la perdita monetaria superi un determinato livello, rendendo il trade sconveniente. Rimane comunque necessario acquisire esperienza ed un certo intuito sul mercato per sapere come e quando impostare gli stop order, in caso contrario potremmo terminare una transazione fin troppo presto rispetto al previsto, rendendola poco redditizia.

Molte strategie di trading dipendono inoltre dal modo in cui ci si approccia al rischio, in questo contesto è evidente quanto il risk management rappresenti parte integrante di un piano a lungo termine per il trader. Anche gli investimenti ritenuti almeno in parte sicuri possono infatti integrare un consistente rischio, dal momento che non manca la possibilità di perdere del denaro in caso di inversione di un trend inaspettato. La propria percezione del rischio deve infatti adattarsi agli strumenti finanziari prescelti, imparando ad acquistare nei mercati laddove è possibile differenziare le attività a nostra disposizione nel caso del fallimento di una di esse o quando si verifichi la chiusura out of the money.

A ciò si aggiunge il cosiddetto “rischio selezionato“, grazie al quale è possibile eseguire transazioni di livello più elevato, e contestualmente più rischioso, nel caso in cui queste ultime siano più redditizie, in modo da recuperare quanto investito. Tutto ciò va di pari passo con l’utilizzo dell’analisi tecnica, in quanto potremo decidere di andare controcorrente ed aprire posizioni long o short a prescindere dalla volatilità del bene, se ci sono buone ragioni per supporre che tale volatilità seguirà la nostra analisi nel tempo. Ricerchiamo inoltre, in questa fase, il nostro rapporto rischio/rendimento, che si calcola rapportando la somma rischiata con quello che riteniamo possa essere il suo potenziale rendimento. Il numero prodotto da tale calcolo ci permetterà di conoscere in via di principio la nostra propensione a rischiare per ottenere risultati su un asset.

Abbiamo così passato in rassegna le principali alternative per investire con consapevolezza: facciamone tesoro ed il rischio sul Forex e nel trading binario potrà essere da noi controllato con relativa facilità.