Significato e Definizione di Saggio di Interesse

Il saggio di interesse è una delle componenti chiave per far si che l’utente si renda conto dell’esborso monetario attuale e futuro che dovrà affrontare e al rendimento che un investimento potrà fruttare nel periodo successivo all’ottenimento dello stesso.

Il saggio d’interesse è, in buona sostanza, la misura dell’interesse che l’utente deve corrispondere alla banca per ripagarla del capitale preso a prestito. Lo stesso viene definito anche come il rischio al quale è soggetto un investimento al mutare del tasso d’interesse del mercato. Infatti, una variazione in negativo di questo può far variare al ribasso il prezzo di un titolo oppure può influire negativamente sul rendimento dell’investimento effettuato dal consumatore.

Il saggio di interesse si differenzia in due tipologie: il saggio di interesse legale e quello convenzionale.

Per quanto riguarda il saggio d’interesse legale, in pratica è un parametro che viene deciso periodicamente dal Ministero del Tesoro con la supervisione della Banca d’Italia per evitare qualsiasi tipologia di discriminazione finanziaria. Una volta deciso, tale tasso diviene il punto di riferimento per la definizione del costo del denaro preso in prestito dalle banche e dagli altri istituti di credito e di rimando anche per la determinazione del calcolo degli interessi legati ai mutui.

Per quanto riguarda il calcolo del tasso di interesse e la sua composizione, il consumatore può tranquillamente verificare le info e le condizioni di questo attraverso siti internet che mettono a disposizione strumenti di calcolo adeguati. In questo modo, si potrà confrontare la convenienza tra più contratti di mutuo e scegliere quello più adatto al proprio profilo d’investimento.

Riferendoci al costo del denaro, c’è da dire che il saggio diventa importante anche per conoscere l’influenza dello stesso sul rendimento dei titoli di stato e sull’inflazione. E’ quindi uno dei parametri chiave da conoscere per un’ottimale educazione finanziaria.

Il saggio di interesse convenzionale, invece, è quel valore che viene stabilito dalla volontà delle parti, è quindi fissato dai due soggetti stipulanti il contratto. Questa tipologia di interesse, anche se è differente da quella sopra descritta, vi è indissolubilmente legata. Infatti, il governo ha stabilito un valore percentuale (proprio il valore legale), che le parti non possono valicare. L’impossibilità di oltrepassare tale valore è legata alla difesa del contribuente dal reato di usura, che consiste nell’approfittarsi dello stato di bisogno altrui, fornendo denaro a prestito con un tasso superiore a quello legale.

Ora, conoscendo cos’è un saggio di interesse potete procedere con gli altri passi per la richiesta di un finanziamento o prestito. Attraverso i link presenti su questo sito potete accedere a numerose opportunità alle migliori condizioni presenti online.

Significato e Definizione di Mutuo con Cap

Si tratta di un mutuo con tasso variabile a cui viene applicato un tetto massimo di interessi oltre il quale non si potrà mai salire. In questa forma di finanziamento, quando si sottoscrive il mutuo il richiedente conosce il tasso variabile minimo e il tasso massimo. Sempre al momento della sottoscrizione sono noti gli importi delle rate, minimo e massimo.

Questo tipo di soluzione rappresenta una scelta ideale per chi vuole mantenere una rata mensile bassa e nello stesso tempo tenere a freno l’aumento dei tassi di interesse. Al momento in cui si sceglie il mutuo, l’istituto finanziario deve presentare al cliente l’andamento dei tassi d’interesse e una previsione futura, in maniera da supportare chi sottoscrive il mutuo e garantire una massima trasparenza. Il Mutuo con Cap ha sostanzialmente due vantaggi: minori costi iniziali e una protezione concreta, in cui si conosce sempre, nel tempo, il tetto massimo di rata oltre il quale il mutuo non potrà salire.

Esempi di Mutuo con Cap

E’ possibile richiedere informazioni ad un consulente online e simulare, in base alla somma richiesta, le diverse tipologie di tasso variabile. Se prendiamo ad esempio in considerazione un muto ventennale di 100.000 euro con tasso fisso al 3%, in una formula di mutuo con Cap a tasso variabile possiamo prevedere un andamento dei tassi di interesse tra il 3,5% e il 4,5%: un tetto minimo e un tetto massimo. In questo caso la rata iniziale del mutuo del 3,5% (ad esempio 580 euro mensili) potrà al massimo aumentare di un punto percentuale.

In un mutuo a tasso variabile valgono come riferimento i valori del tasso fisso e, in genere, il Cap tetto massimo viene collocato a metà strada tra il tasso minimo e il tasso d’interesse massimo.

Come stabilire il tetto massimo del Capped Rate.

La sigla Cap indica la formula anglosassone Capped Rate, praticamente il limite o tetto massimo, appunto. E’ molto importante, quando si sceglie un mutuo, valutare con attenzione il punto massimo in termini di rata che non si vuole superare. Si tiene come riferimento in questi casi l’entità della busta paga mensile di un lavoratore o il reddito familiare, stabilendo un’uscita mensile che possa essere congrua con le disponibilità economiche di chi sottoscrive il mutuo.

Il mutuo a tasso variabile rappresenta una forma meno costosa, ma se si sceglie una fascia variabile con un tasso massimo che può essere superiore al 6% il costo del mutuo nel tempo potrebbe aumentare troppo e, quindi, la protezione di una rata mensile bassa potrebbe perdere la sua efficacia.

Come Funziona il Mutuo Ristrutturazione

Ecco le cinque cose da sapere sui mutui per la ristrutturazione della prima casa

1- Il capitale ottenuto può essere impiegato sia per la ristrutturazione degli interni che degli esterni dell’abitazione, e comprende le cosiddette “piccole opere” (come il cambio degli infissi, le riparazioni al tetto, il rifacimento degli interni), le modifiche alla struttura dell’abitazione, le “grandi opere” (ovvero la costruzione e annessione di nuove camere o nuovi edifici).

2- Per quanto riguarda il valore dell’immobile per il rilascio del mutuo, è bene sapere che verrà preso in considerazione quello dell’immobile a lavori terminati.

3- Per richiedere un mutuo ristrutturazione prima casa alle banche è opportuno presentare alle banche la seguente documentazione: il preventivo di spesa rilasciato dal professionista o dalla ditta scelta per eseguire i lavori di manutenzione ordinaria; il preventivo della spesa, la dichiarazione di inizio attività ed il progetto edilizio per eseguire i lavori di manutenzione straordinaria; il permesso di costruire, il preventivo di spesa e, se dovuto, il contributo di costruzione nel caso di ristrutturazione edilizia.

4- prima di dare inizio ai lavori è obbligatorio presentare agli uffici del Comune in cui è sito l’immobile la dichiarazione di inizio lavori firmata da un tecnico autorizzato ed i preventivi relativi a ciascun intervento che si intende realizzare all’interno della casa.

5- Il capitale concesso dal mutuo potrà corrispondere ad un massimo dell’ottanta percento del valore dell’immobile.

Per risparmiare sul mutuo di ristrutturazione della prima casa è consigliabile il confronto del maggior numero di preventivi possibile. Collegandosi alle home page dei siti delle varie banche è possibile accedere ad un form nel quale dovranno essere inseriti i propri dati anagrafici, i dati relativi alla propria professione ed al reddito annuo, le proprietà immobiliari delle quali si è in possesso, alcune informazioni sugli altri componenti dello stato di famiglia, le garanzie che la banca può ottenere ed i dati riguardanti la casa ed i lavori che devono essere effettuati al suo interno o esterno.

Risulta essere importante sapere che per la ristrutturazione della prima casa i maggiori istituti bancari propongono soluzioni di prestito molto vantaggiose.

Una volta compilato il modulo messo a disposizione dalle varie banche, nel giro di breve tempo sarà possibile visionare i preventivi richiesti, stamparli e confrontarli con gli altri per poter decidere, in tutta serenità, quale abbia le condizioni più adatte e convenienti per il proprio specifico caso.

Come Aprire un Chiosco Ambulante

Un’attività imprenditoriale che comporta un basso investimento ma un buon profitto sono i chioschi ambulanti; sono delle strutture mobili che si occupano di vendere succhi, gelati o altri prodotti alimentari. I chioschi ambulanti devono essere in possesso di una licenza specifica; infatti, esiste la licenza itinerante che consente, utilizzando un chiosco, di spostarsi per il territorio senza però nessuna concessione di posteggio. Il commerciante ha anche la possibilità di sostare ma, la pausa non può avere una durata superiore alle due ore consecutive.

Aprire un chiosco itinerante è una soluzione di successo, in quanto consente di avere una spesa iniziale bassa e di poter scegliere i luoghi ove sostare; questo significa che è possibile scegliere le zone maggiormente frequentate. Se il chiosco vende gelati o prodotti da caffetteria, al mattino è consigliabile puntare verso zone dove si trovano scuole ed uffici; invece, al pomeriggio si può optare per aree verdi oppure nei pressi delle palestre. Il fatto di avere una licenza itinerante offre la possibilità di spostarsi e di cercare le strade migliori.

Per ottenere dei guadagni, è molto importante scegliere con attenzione il prodotto da vendere; oltre ai gelati, uno dei prodotti di maggior successo sono le cioccolate calde, per il periodo freddo, i frappè e i succhi, durante la stagione calda. Le attrezzature per il chiosco ambulante possono essere acquistate oppure affittate; in alternativa è possibile acquistare dei prodotti già usati. In alcuni casi, è possibile usufruire di finanziamenti regionali o europei che vanno a vantaggio dei giovani imprenditori. Il capitale base si aggira attorno ai diecimila euro che sono necessari per acquistare un piccolo mezzo, magari da riattare; bisogna poi considerare il costo delle materie prime.

Per poter aprire un chiosco ambulante, è necessario che si scelga una precisa forma giuridica, cioè quella delle ditte individuali e delle società di persone; non è possibile effettuare commercio ambulante se si è scelta una società come le SpA e le Srl.

Le licenze sono di tipo A e di tipo B; quelle di tipo A permettono sia di intraprendere l’attività di ambulante che di godere di una postazione fissa. Con la licenza di tipo A si può partecipare anche ai mercati, senza occupare i posti di proprietà dei venditori stabili. Invece , la licenza di tipo B dà la possibilità di svolgere l’attività di ambulante su tutto il territorio nazionale; l’unica eccezione è che non possono essere occupati i posti dei commercianti stabili.

Per poter aprire un chiosco itinerante di prodotti alimentari è necessario avere conseguito il titolo con un corso per il commercio dei prodotti alimentari, in alternativa si può ottenere la licenza se si è in possesso di un diploma ottenuto presso un istituto alberghiero o presso un corso regionale.

Se invece, si intende aprire un chiosco itinerante di prodotti non alimentari, non è obbligatorio essere in possesso di nessuna qualifica. I requisiti base per poter aprire un chiosco itinerante sono quelli di non avere condanne penali e di non essere stati dichiarati falliti.

Dopo che il Comune ha rilasciato la licenza e quindi l’autorizzazione alla vendita, è necessario richiedere l’apertura della partita IVA; inoltre, è obbligatorio iscriversi alla camera di commercio di competenza, al registro delle imprese e aprire una posizione presso l’Inail e l’Inps. In questo modo si provvede al pagamento dei contributi e all’assistenza , se si hanno dei dipendenti bisogna provvedere a perfezionare la loro posizione sia all’Inps che all’Inail . Un ulteriore passo da compiere, è quello di inviare al Comune al comunicazione di inizio attività.

Per vendere alimenti, bisogna ottenere una certificazione sanitaria della Asl di appartenenza che viene rilasciata dopo le opportune verifiche al mezzo adibito al trasporto e alla vendita degli alimenti.

Per aprire un chiosco ambulante, bisogna tenere la contabilità; è possibile scegliere fra regime dei minimi, regime contabile semplificato o ordinario.

Il successo di questa attività imprenditoriale, dipende dal tipo di prodotto che intendiamo vendere ma anche dalla zona che frequentiamo; è importante mostrarsi sempre cordiali, disponibili e garantire un servizio dove si rispettino le norme igieniche.

Come Aprire Bed and Breakfast

Avviare un bed and breakfast, è stato ed ancora oggi, l’obiettivo in Italia di migliaia di persone, di cui una buona parte donne.

I numeri parlano chiaro, negli ultimi 20 anni, c’è stato un vero e proprio boom di aperture ovunque per questo genere di attività, dalle città alle località di mare, nelle aree montane, lungo le strade statali ma anche nelle città turistiche, ecc..

Per comprendere questo fenomeno, occorre sottolineare alcuni aspetti/vantaggi legati a questa attività e fra questi :
le normative non eccessivamente complicate inerenti l’apertura di questa impresa.
Si tratta infatti di adibire una o più stanze per gli ospiti, secondo alcuni standard abbastanza semplici(previsti dalla legge) per quanto riguarda l’arredamento e le dimensioni (occorre comunque verificare le normative sia n azionali che regionali).
Arredare una stanza di 8 metri quadrati oppure di 14 metri quadrati (in caso di stanza doppia), non è poi particolarmente impegnativo dal punto di vista dei costi.
Oggi, l’arredamento base di una stanza ha costi limitati.

Si tratta piuttosto di comprendere se l’area destinata a bed and breakfast è già predisposta dal punto di vista degli impianti (elettrico, idraulico, ecc.) e quindi, a norma con le attuale leggi.
Anche per quanto riguarda l’allestimento della stanza da bagno, la legge prevede la presenza di una dotazione minima standard (un wc, un lavabo, una doccia od in alternativa una vasca da bagno, uno specchio, ecc.).

Per gli altri impegni previsti a carico del titolare :
la colazione alla mattina e la pulizia delle stanze.

Gli investimenti da effettuare quindi, vanno da un minimo di poche migliaia di euro, nel caso l’immobile sia a già a norma e praticamente quasi pronto per ospitare le persone, fino all’investimento di cifre decisamente più elevate (anche alcune decine di migliaia di euro in diversi contesti), nel caso in cui si debba prevedere la realizzazione di una serie di lavori edili ed adattamenti, per mettere a norma le stanze e tutta la zona per ospitare i clienti.

Occorre dire che l’offerta attualmente presente è ampia e va a coprire ogni area geografica dell’Italia senza esclusioni.
Fino a 15 anni fa, la domanda proveniente dal mercato di stanze con questa modalità, non era sufficientemente coperta dall’offerta.
Oggi, le cose sono cambiate nel frattempo.
Sono nati nel frattempo infatti migliaia di bed and breakfast ovunque ed in alcune zone, siamo già a livello di saturazione del mercato.
Quindi, nella scelta della zona in cui aprire, occorre effettuare una ricerca seria per comprendere se ne vale la pena veramente.

Il fatturato di un bed and breakfast non è elevato.
Affittare due o tre stanze anche per buona parte dell’anno, può rappresentare un modo intelligente e razionale per integrare il reddito familiare ma certamente, essendo il fatturato complessivo annuo non elevatissimo, bisogna calcolare bene i costi di gestione per capire quali sono le spese che vanno ‘tenute sotto controllo.

La pulizia, il riscaldamento, la manutenzione ordinaria (imbiancare la stanza, manutenzionare gli impianti, ecc.), offrire la prima colazione, i costi di promozione.
La promozione di un’attività è fondamentale, indipendentemente dal settore, per poter farsi conoscere ed attirare clienti.

Anche e sopratutto un bed and breakfast, deve considerare e programmare questo aspetto con molta attenzione.

Le risorse da impiegare come abbiamo detto la puntata precedente, non sono molte e vanno pertanto utilizzate con molto criterio, scegliendo quelle modalità di promozione che consentono di massimizzare i costi.
Oggi, la promozione di un’attività turistica passa inevitabilmente dal Web che rappresenta il fulcro di ogni attività di marketing.
Partendo dal proprio sito Internet che deve contenere le informazioni sull’attività e la possibilità di effettuare prenotazioni (on line e telefoniche), sino ad arrivare alla creazione di un proprio account su Facebook che integra le proprie pagine Web.
Nel corso degli anni, sono comparsi moltissimi siti e portali specializzati nel settore turistico, compresi quelli a carattere locale (cioè, quelli che vanno a coprire l’area geografica in cui il bed and breakfast è operativo) ed anche tutti quei portali dedicati esclusivamente a questo genere di attività.

Non dimentichiamo anche quel gran numero di siti di booking e prenotazione on line che consentono alle attività turistiche di ricevere un certo numero di prenotazioni direttamente dal Web.

Per quanto riguarda le forme di promozione tradizionale, il bed and breakfast, utilizza
i biglietti da visita ed i depliant che vengono lasciati presso ristoranti, trattorie ‘amiche’ ed aree di passaggio dove i possibili ospiti transitano.
Anche la collaborazione con dei tassisti ed altri operatori che sono a contatto con potenziali , sono molto utili in questo tipo di impresa.
Il bed and breakfast utilizza ovviamente un’insegna visibile dalla strada e talvolta a anche cartelli presso le stazioni ferroviarie e zone di arrivo.

La cura dell’ospite è fondamentale.
Non si tratta quindi semplicemente di offrire dei servizi standard e farsi pagare.
Oggi, la principale pubblicità è data dal passaparola che si esprime quasi interamente on line attraverso una quantità enorme di commenti sui vari siti specializzati, dove gli ospiti postano i commenti in merito alla qualità del servizio.
Quindi, fidelizzare i clienti e farli diventare contemporaneamente il principale strumento di marketing, deve essere l’obiettivo di un titolare di attività turistica, come appunto lo è colui che gestisce un bed and breakfast.

La colazione ed altri momenti di contatto con l’ospite, rappresentano anche l’occasione per offrire aiuti e consigli al cliente e riuscire così a stabilire un rapporto amichevole che permette al bed and breakfast di crescere e promuoversi nel tempo.