Come Diventare Fashion Blogger

Risulta essere una delle tante attività recenti legate alla Rete (e non solo) ed inerente al mondo della moda.

Il fashion blogger, è sopratutto un appassionato (e più spesso una donna ) della moda e del mondo legato ad essa.

Questo blogger, si esprime postando i propri articoli, commenti, critiche e valutazioni varie sul proprio sito, influenzando una platea inizialmente limitata di fedeli lettori che nel tempo può ampliarsi, facendo diventare il ‘nostro’ blogger’ un personaggio noto ed apprezzato del settore.

Nel campo della moda, i fashion blogger sono tanti.
Molti di loro sono e rimarranno dei semplici appassionati ma alcuni, come del resto è già accaduto, diventeranno dei personaggi noti nel settore e riusciranno ad avere molti lettori e tanti attenti osservatori.

Un fashion blogger, è una persona che sa promuovere se stesso innanzi tutto e poi, la propria attività.
Si potrebbe addirittura dire che il sito e la persona del blogger sono due facce della stessa medaglia, un prodotto unico che procede in una sola direzione.
A conferma di questo, incontriamo molti esempi di questi professionisti che curano moltissimo il proprio look, le relazioni, il gossip che circonda il loro nome e l’attività svolta.
Quindi, spesso, i contenuti del blog, passano anche in secondo piano rispetto alla persona stessa del blogger.

Come guadagna un fashion blogger.
Un fashion blogger trae guadagno dalle sponsorizzazioni che in maniera diretta ed indiretta giungono dagli operatori della moda interessati a promuovere i loro prodotti.
Per potere accedere a questi emolumenti, è necessario essere conosciuti, avere fatto ‘la ‘gavetta’, essersi costruiti una certa immagine che richiede tempo, impegno e molta tenacia e capacità.

Sono molti i blogger che ‘cadranno’ lungo il cammino.
Non è facile senza sponsorizzazioni andare avanti per molto e raggiungere determinati livelli, superando la molta concorrenza.

Il fashion blogger, è un professionista che deve partecipare personalmente a molti eventi e manifestazioni e questo, richiede il dover sostenere costi, avere parecchia disponibilità di tempo, la continua necessità di aggiornarsi, dedicare tempo al proprio look (mediante un abbigliamento adeguato ed una cura del corpo continua ), ecc..
Per questo, esiste una forte competizione fra i blogger ed in pochi, riescono a sostenere questi ritmi a lungo termine.

Diventare fashion blogger. Il lavoro di un fashion blogger.
Questo professionista opera attraverso il proprio sito ed impiega una macchina fotografica digitale per raccogliere le immagini e solo in alcuni casi, si avvale di fotografi professionisti(tenendo conto del costo di questi servizi).
Deve avere sempre un abbigliamento consono con il lavoro svolto.
In Rete, si incontrano molti commenti e consigli su come lanciarsi in questa professione.

Coloro che ci sono riusciti, hanno saputo creare ‘un personaggio’ come se fosse un brand esso stesso, con una ‘visibilità’ in termini generali addirittura superiore al blog gestito.

Come Diventare Certificatore Energetico

L’obbligo della certificazione energetica, ha creato una nuova professione : il certificatore energetico.

Chi è il certificatore energetico?
Risulta essere un tecnico abilitato ad effettuare una ‘diagnosi energetica’ di un immobile con lo scopo di attribuire una classificazione allo stesso edificio che verrà inserita in un documento specifico.

Si tratta di un professionista che è in possesso di almeno un titolo di studio previsto dalla normativa e quindi, in grado di effettuare i calcoli e le verifiche sugli immobili, i vari impianti, anche attraverso la valutazione di una serie di documenti che fanno riferimento ai vari apparati.

Come si diventa certificare energetico.
Occorre chiarire sin da subito che c’è una normativa nazionale che poi a livello delle singole regioni o province autonome, prevede delle variazioni, non consistenti ma talvolta importanti.

Quindi, non esiste una uniformità su tutto.

Per accedere a questa professione è necessario disporre di un titolo di studio adeguato ed orientato a questa professione.

Per i diplomati :
geometra, perito industriale, perito agrario, oppure, essere in possesso di una laurea tecnica, quale ad esempio :
ingegneria, architettura, matematica e fisica, chimica, scienze ambientali, scienze agrarie e scienze tecnologiche forestali ed ambientali.

Queste sono indicazioni generali, poi, è bene rivolgersi direttamente agli uffici della propria regione o provincia autonoma (se si risiede in una provincia autonoma) per avere il dettaglio dei requisiti previsti sul proprio territorio.

Occorre anche ricordare che per alcuni titoli di studio e per la normativa riguardante i corsi di abilitazione, ci sono alcune discordanze fra regione e regione.

I corsi per diventare certificatore energetico.

Come in ogni settore ormai il business dei corsi è presente anche qui.

I costi di un corso di qualche decina di ore variano e comunque sono mediamente compresi fra poche centinaia di euro e poco più di 1500 euro.

Normalmente, a fine corso è previsto un esame per poi potersi iscrivere al registro regionale dei certificatori energetici.

Come cominciare l’attività.
Come ogni professionista, è importante sapersi organizzare e gestire nell’arco della giornata e pianificare ogni aspetto della propria professione.

Questo vuol dire che il certificare energetico dovrà imparare a ‘cercarsi lavoro’ presso una serie di figure professionali che in genere ricevono richieste da parte di potenziali clienti (i proprietari di immobili), in particolare, coloro che hanno la necessità di vendere l’edificio.

Significa che : amministratori di condominio, agenti immobiliari, imprenditori edili, ecc., sono alcuni dei punti di riferimento per ottenere consulenze e lavoro.

Diventare certificatore energetico. Le prospettive.
Il mercato potenziale è ampio anche perché tutti gli immobili prima o poi, dovranno essere muniti del proprio certificato.

Quindi, una quantità molto vasta di edifici da ‘certificare’ nel corsi dei prossimi anni.

La concorrenza è certamente vasta e destinata a crescere a causa della crisi che sta spingendo molti disoccupati e professionisti del settore edile verso questa attività.

Come Fare un Postagiro con Conto Bancoposta Click

Postagiro online è un nuovo e pratico servizio che ti permette, attraverso il tuo conto BancoPosta Click, di trasferire fondi dal tuo conto ad altri conti, sempre BancoPosta, intestati. La differenza rispetto al bonifico postale è infatti che  il trasferimento immediato fondi presenti su un conto corrente può essere effettuata solo tra due conti di uno stesso intestatario. Un servizio innovativo che avviene nella massima sicurezza in quanto, per portare a termine l’operazione, è richiesto un codice che tu stesso genererai attraverso il lettore BancoPosta.

Se sei titolare del conto BancoPosta Click e vuoi trasferire fondi direttamente online, collegati al sito tenendo a portata di mano la tua carta BancoPosta Click, il lettore BancoPosta, il tuo codice PIN personale e i dati del beneficiario. Entra nell’Home Banking digitando il tuo Nome utente e la Password.

Quando avrai effettuato il login, nella lista delle operazioni che puoi effettuare, clicca su “Postagiro”. Nella pagina successiva, dovrai digitare il numero e l’intestazione del conto del beneficiario. Ricorda che puoi trasferire fondi dal tuo conto a un altro conto BancoPosta Click o BancoPosta intestato a privati o associazioni ma non a favore delle tesorerie provinciali.

Procedendo, dovrai inserire anche l’imposto in euro (espresso in cifre) e la casuale (dato facoltativo). A questo punto, clicca su “Continua” e segui le istruzioni. Successivamente, per completare l’operazione, ti sarà richiesto di digitare il “Codice di risposta” generato dal lettore BancoPosta: introduci la tua carta BancoPosta Click nel lettore che ti è stato consegnato all’ufficio postale al momento dell’apertura del conto e premi il tasto blu “Firma”.

Digita sul lettore il codice (ID Operazione) che leggi sulla pagina web e premi “Ok”. Ora, sempre sul tuo lettore, ti sarà richiesto di digitare il PIN relativo al conto. Dopo averlo fatto, leggerai sul display del lettore il “Codice di risposta” generato. Riporta tale codice nell’apposito spazio della pagina del sito e clicca su “Esegui”. Con quest’ultima operazione hai concluso il tuo postagiro.

Come Aprire una Discoteca

Aprire una discoteca, è stato il sogno per generazioni di giovani che nel corso dei decenni trascorsi, hanno desiderato lavorare in questo ambito o perlomeno, hanno sognato di occuparsi di un’attività di questo genere, magari anche solo in maniera amatoriale.

Fare il dj, il pr, l’addetto alla sicurezza od il gestore di un locale da ballo, oltre che essere un’attività professionale, ha sempre garantito un certo fascino e richiamo, specie per i soggetti più giovani che da sempre hanno guardato alla discoteca come un luogo magico.

Nel corso degli anni però, questo tipo di attività ha subito dei sostanziali cambiamenti dovuti ad una serie di cause
si sono modificati i gusti e le tendenze (sono giunti nuovi ritmi musicali che hanno preso piede e sostituito altri; si sono manifestate nuove e diverse tipologie di come ‘vivere’ la discoteca od il ballo in generale; ecc.);
sono nate altre forme di aggregazione e luoghi in cui ‘consumare’ il ballo e le attività connesse, creando di fatto dei nuovi ‘competitor’ nei confronti della discoteca (ad esempio : i discopub, i discobar, la discoteca in spiaggia);
i cambiamenti avvenuti nella nostra società (con sempre meno giovani e con gli anziani che sono diventati i veri protagonisti in senso numerico);

La realizzazione di una nuova sala da ballo, oppure, quando si vuole riaprire un locale che da molti anni è rimasto chiuso, richiede di dover far fronte ad una serie di adempimenti.

Innanzi tutto, occorre fare una richiesta al comune dove ha sede l’attività, presentando tutta una serie di documenti (planimetrie, certificazioni sugli impianti, ecc.).

Poi, in fase successiva, occorre superare l’esame della Commissione Vigilanza sui Locali.

In genere, è una commissione di cui fanno parte alcuni ‘tecnici’ fra cui gli esperti dei vigili del fuoco, della prefettura, ecc., per verificare se il locale presenta tutte le caratteristiche per essere considerato a norma.

L’arredamento, in materiale ignifugo (divanetti, tavolini, ecc.), tiene anche conto di una serie di investimenti importanti che possono essere ammortizzati solo in parecchi anni di attività continuativa.

Una discoteca, dispone di uno più bar, di una o più piste da ballo, di almeno una consolle e di un importante impianto audio e luci, nonché, di un sistema di sicurezza che tenga conto di una serie di norme molto severe.

Realizzare ex novo una discoteca, è un investimento di almeno alcune centinaia di migliaia di euro e quindi, occorre fare bene i conti prima di lanciarsi in iniziative avventate.

Aprire una discoteca. Il business oggi.
L’offerta attualmente sul mercato di questo tipo di servizi (locali da ballo, aree in cui è possibile ascoltare musica ed anche danzare, ecc.) nel corso degli anni si è evoluta e questo, ha cambiato gli equilibri esistenti sino agli anni ottanta.

L’arrivo della musica latino americana, ha certamente dato impulso ad un tipo di ‘offerta’ nuova che si è affiancata alla discoteca tradizionale ed in alcuni casi, ha trovato una forma di sinergia.

Alcune discoteche, ad esempio, hanno mantenuto un orientamento tradizionale :

musica per giovani; locale aperto alla sera per due o(nei casi migliori) tre sere la settimana; ecc..

Altre discoteche invece, per una serie di ragioni si sono ‘riconvertite’ ad un certo tipo di pubblico.

Nella seconda parte, approfondiremo meglio queste dinamiche per comprendere come si sta evolvendo questo settore.

Come Aprire un’Agenzia Recupero Crediti

Le società di recupero credito sono fra le poche imprese che in tempi di crisi sono avvantaggiate dallo stato di difficoltà generale.

Questo però, non deve far pensare che si tratti di un settore di facile gestione.

Per poter operare in questo ambito, occorre conoscere bene il mercato, le dinamiche che influenzano una serie di aspetti, le tecniche da adottare, le quotazioni ed i valori dei crediti ed essere sempre in grado di guidare una squadra di collaboratori per il raggiungimento degli obiettivi.

La concorrenza, è costituita da imprese operanti sul mercato da anni e dotate in molti casi di strutture e competenze valide.

Riuscire a motivare i collaboratori, individuare le tipologie di credito da ‘acquisire’(le più convenienti), abbattere una serie di costi di gestione, ecc., sono alcuni delle azioni che un imprenditore di questo settore deve costantemente attuare.

Nel corso della prima parte, abbiamo cominciato ad analizzare questo settore, in particolare, alcune aree di intervento in cui le società di recupero credito sono molto attive.

Aprire un’agenzia di recupero crediti. Il mercato.
Il mercato, è rappresentato da vari riferimenti :

dai clienti diretti, cioè, da coloro(imprese per lo più) che necessitano dei servizi di un’agenzia di recupero credito.

Fra questi, possiamo indicare tutte quelle imprese che vantano crediti all’esterno (piccole e medie e grandi in particolare).

Le grosse aziende(bancarie, di telecomunicazione, industriali, multiutilies, commerciali, ecc.), sono quelle che hanno maggior bisogno di questi servizi;

comprare crediti.
L’acquisto di crediti da altre società di recupero credito, oppure, sul ‘mercato dei crediti’ (una realtà crescente sia in Italia che all’estero), consente a queste imprese di acquisire a prezzi molto convenienti quantità di crediti di diversa origine da ‘rilavorare’.

Quindi, l’impresa di recupero crediti, può decidere di ‘lavorare per se stessa’, comprando quantità importanti di crediti e cercando di riuscire a ‘raccogliere’ il maggior risultato possibile.

A volte, si tratta di crediti di vecchia data, facenti riferimento spesso ad imprese non più presenti.

Si lavora con obiettivi, cioè, recuperare il 30 o il 50% dell’importo (a volte anche il 15%), a seconda del caso(della tipologia di crediti).

La situazione economica generale non è affatto positiva e le prospettive nel breve termine non sembrano certo ottimistiche per le imprese che operano nei settori tradizionali.

Quindi, il lavoro di un’agenzia di recupero credito, trova in questo contesto generale, una buona ‘base’ per sviluppare il proprio business.

Occorre per anche ricordare che la concorrenza è agguerrita e molto presente in ogni ambito.

Come aprire una società di recupero crediti. L’organizzazione del lavoro.
L’agenzia di recupero crediti è organizzata con strutture (uffici) e collaboratori che in base alle dimensioni dell’impresa, sono più o meno numerosi.

I solleciti avvengono utilizzando 3 canali principali
la posta tradizionale (lettere, raccomandate, ecc.);
il telefono. Attraverso solleciti telefonici, ricerche mediante le utenza telefoniche, parenti, amici, colleghi, ecc., con l’obiettivo di ritrovare il soggetto debitore;
visite dirette presso il cliente. Quindi, l’esattore si reca presso l’impresa, il domicilio o comunque, fissa degli appuntamenti per incontrare il debitore e stabilire una modalità di pagamento, anche con rateizzazioni e ‘pagamenti a stralcio’.

Addirittura(per risparmiare sui costi di gestione), alcune agenzie di recupero crediti da un po di tempo a questa parte, stanno impiegano alcuni call center situati fuori Italia con operatori dall’estero che chiamano in Italia i debitori per sollecitare i pagamenti.

I collaboratori di un’agenzia di recupero credito sono molto spesso degli ‘esterni’, muniti di partita iva o contratti d collaborazione e vengono retribuiti anche e sopratutto in base ai risultati ottenuti.