Indice Ribor – Significato e Definizione

Quando si parla di Ribor si fa riferimento all’acronimo dell’espressione Rome Inter Bank Offerd Rate, che riguarda un tasso che nel passato rappresentava il costo del denaro a breve termine. Si trattava di un indice che veniva rilevato da un campione dei principali istituti di credito italiani sulla piazza di Roma. L’indice fu utilizzato come criterio di riferimento al fine di individuare il tasso variabile dei prestiti fino al 1998.

In seguito alla comparsa dell’euro, infatti, gli undici Paesi europei che inizialmente hanno deciso di usare la medesima moneta hanno dato vita all’Euribor, che altro non è se non un tasso interbancario continentale che attualmente vale per tutta l’area in cui l’euro rappresenta la valuta legale. Dunque, il Ribor, o Euribor, è un indice che rappresenta la rilevazione di una situazione di mercato (un po’ come il valore di un termometro è indice della temperatura all’interno di un ambiente). Euribor sta per Euro Interbank Offered Rate, e costituisce il tasso medio a cui si verificano le transazioni finanziarie tra le principali banche del Vecchio Continente, ovviamente in euro. L’Euribor, dunque, può essere considerato un indicatore affidabile del costo del denaro, proprio perché dipende dagli istituti di credito più importanti d’Europa, che meglio di tutti conoscono il prezzo dei soldi. L’Euribor viene rilevato tutti i giorni lavorativi, in modo tale che il suo valore sia costantemente e correttamente aggiornato.

L’affidabilità di Ribor ed Euribor ha fatto sì che praticamente tutte le banche abbiano collegato ad esso l’oscillazione dei mutui a tasso variabile da essere offerti. Essendo un indicatore piuttosto sensibile rispetto alle aspettative sui mercati, appena essi tendono al ribasso o al rialzo, l’Euribor si adegua. In genere è in grado di anticipare addirittura i tempi, registrando cambiamenti giorni se non settimane prima che la Banca Centrale Europea si esprima in merito a un ritocco del costo del denaro. Se le previsioni parlano di un incremento dei tassi tra due mesi, l’Euribor a una settimana o due settimane rimarrà invariato, mentre quello a due mesi punterà immediatamente in alto. Il funzionamento dell’indice Ribor, prima del 1998, era ovviamente lo stesso.

Gli elementi che provocano fluttuazioni dei tassi sono molti e differenti: un esempio è rappresentato dal desiderio di favorire lo sviluppo, il che tende a un contenimento dei costi, agevolando l’indebitamento e di conseguenza gli investimenti operati dalle imprese. D’altro canto, l’aumento dei tassi d’interesse può andare a contrastare un’economia che per motivi differenti sta crescendo in maniera troppo veloce: in questo modo si scoraggia il ricorso al sistema finanziario. Insomma, una valuta che pare indebolirsi può essere rinsaldata grazie all’afflusso di capitali che vengono attirati da tassi superiori e viceversa. Chiaramente le leggi dei mercati non dipendono dai desideri delle banche centrali, che la maggior parte delle volte possono solo adeguarsi a situazioni di fatto che non sono modificabili, magari determinate da squilibri globali o ondate speculative imprevedibili.

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