Rendita Catastuale – Significato e Definizione

La rendita catastale è una cifra che rappresenta o dovrebbe rappresentare, quanto un immobile annualmente riesce a fruttare in termini economici, essa è la base sia per la determinazione dell’ ici, imposta comunale sugli immobili, sia per l’ irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, è ovvio che ad un rendita catastale alta, corrisponde un aumento delle imposta da pagare. Il catasto è invece l’ elenco di tutti i beni immobili presenti nel territorio italiano e ha lo scopo di identificare gli immobili e appunto, calcolarne la rendita anche al fine di stabilirne il valore di compravendita.

Il calcolo si ottiene in base ad alcuni parametri e in particolare, per le abitazioni è il prodotto tra la grandezza dell’ unità immobiliare, ovvero vani, superficie e volume e la tariffa d’ estimo conoscibile presso l’ ufficio catasto e dipende dal comune di appartenenza, ma anche dalla zona e dalla destinazione d’ uso dell’ immobile. Per le abitazioni i parametri sono diversi, essi vengono definiti in tre categorie, la categoria A si riferisce agli immobili destinati all’ abitazione civile, all’ interno di questa categoria vi sono delle sottocategorie, ovvero l’ abitazione può essere di tipo signorile, civile, economico, popolare, ultrapopolare, rurale, villini, ville ed uffici, la categoria B riguarda scuole ed edifici pubblici in genere come ad esempio gli ospedali, mentre la categoria C, i locali di tipo commerciale e anche qui abbiamo delle sottocategorie (negozi, magazzini, laboratori, palestre, stabilimenti balneari, stalle, tettoie). Naturalmente un’ abitazione popolare ha una rendita minore rispetto ad un villino oppure ad un’abitazione signorile.

Il comune denota poi delle classi di appartenenza a seconda delle finiture dell’ abitazione, i servizi. Tutte queste caratteristiche contribuiscono a far aumentare il valore della rendita catastale e quindi anche delle imposte su esse calcoltate e in questo senso una maggiore rendita può essere svantaggiosa perchè porta nel calcolo delle imposte, a dover pagare cifre più elevate. In compenso maggiore è la rendita catastale, maggiore è il valore dell’ immobile e quindi in caso di vendita, maggiore è il ricavo che si può ottenere dalla stessa.

Per i terreni vengono stabiliti due redditi, il primo è il reddito dominicale, che rappresenta il valore teorico in caso di affitto, il secondo è il reddito agrario e consiste in ciò che si dovrebbe ricavare dalla coltivazione del terreno, lo svantaggio di valori elevati è sempre dovuto alle imposte, mentre il vantaggio è nelle compravendite. tali valori vengono periodicamente aggiornati e basta fornire i dati identificativi all’ ufficio catasto competente per territorio, per sapere quali valori sono dati al nostro immobile, sono solitamente presenti in tutte le province d’ Italia, oppure disponibili on line. Altro particolare, se gli immobili non vengono iscritti al catasto e risultano quindi inesistenti al fisco, essi non possono essere validamente venduti, ma possono anche essere soggetti alla distruzione in quanto abusivi, quindi non vi è alcun vantaggio nella non rivelazione degli stessi.

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