Fac simile relazione tecnica piano casa
Redigere una relazione tecnica per il Piano Casa richiede chiarezza, precisione e una conoscenza adeguata degli aspetti urbanistici ed edilizi coinvolti. Il documento deve descrivere in modo completo l’intervento previsto, le caratteristiche dell’immobile, la conformità normativa e le eventuali agevolazioni applicabili. In questa guida vedremo come organizzare i contenuti, quali informazioni inserire e quali errori evitare, così da predisporre una relazione corretta, comprensibile e utile per la valutazione da parte degli uffici competenti.
Come scrivere relazione tecnica piano casa
La relazione tecnica per il “Piano Casa” è il documento con cui il tecnico abilitato, normalmente architetto, ingegnere o geometra secondo le competenze professionali, descrive e giustifica un intervento edilizio realizzato utilizzando le possibilità di ampliamento, demolizione e ricostruzione o recupero previste dalla normativa regionale conosciuta, in modo generale, come Piano Casa.
È importante chiarire che il Piano Casa non corrisponde a un’unica legge nazionale applicabile nello stesso modo in tutta Italia. Le disposizioni sono state introdotte e disciplinate soprattutto dalle Regioni, attraverso leggi regionali e successive modifiche. Per questo motivo, prima di redigere la relazione, occorre individuare la legge regionale applicabile, verificare se sia ancora vigente e controllare eventuali disposizioni comunali, strumenti urbanistici, regolamenti edilizi e vincoli presenti sull’immobile. In alcune Regioni le norme originarie sono state prorogate o stabilizzate; in altre sono state sostituite da disposizioni ordinarie sul recupero edilizio, sulla rigenerazione urbana o sulla riqualificazione del patrimonio esistente.
La relazione tecnica ha la funzione di dimostrare che l’intervento possiede tutti i requisiti richiesti dalla normativa. Non si limita quindi a descrivere i lavori sotto il profilo architettonico, ma deve collegare ogni scelta progettuale alla specifica norma che ne consente la realizzazione. Il tecnico deve spiegare qual è lo stato legittimo dell’edificio, quale intervento viene proposto, quale incremento volumetrico o superficie viene utilizzato, quali condizioni sono rispettate e quali autorizzazioni devono essere ottenute.
La prima parte della relazione dovrebbe identificare con precisione l’immobile. Devono essere indicati il Comune, l’indirizzo, i dati catastali, il proprietario o il soggetto avente titolo, la destinazione d’uso, la zona urbanistica e i riferimenti agli eventuali titoli edilizi precedenti. I dati catastali, tuttavia, non sono sufficienti a dimostrare la regolarità urbanistica dell’edificio. Occorre ricostruire la storia edilizia dell’immobile attraverso licenze, concessioni, permessi di costruire, autorizzazioni, denunce di inizio attività, segnalazioni certificate di agibilità, eventuali condoni e successive varianti.
Un aspetto centrale è infatti la verifica dello stato legittimo. Il tecnico deve confrontare la situazione attuale con i titoli edilizi depositati presso il Comune, controllando sagoma, volume, superficie, destinazioni d’uso, distanze, altezze, aperture e distribuzione degli spazi. Se emergono difformità, non è corretto procedere direttamente con il Piano Casa come se l’edificio fosse regolare. Le difformità devono essere valutate e, se possibile, regolarizzate mediante gli strumenti previsti dalla normativa vigente, come accertamenti di conformità, sanatorie o procedure specifiche per tolleranze costruttive. La relazione dovrebbe dare atto di questa verifica e precisare che l’intervento viene calcolato su una consistenza edilizia legittimamente esistente.
Dopo l’inquadramento dell’immobile, la relazione deve descrivere lo stato di fatto. È opportuno indicare la consistenza dell’edificio, la superficie lorda o utile, il volume urbanistico, la superficie coperta, l’altezza, il numero dei piani, le destinazioni d’uso e le caratteristiche costruttive principali. La descrizione deve essere coerente con gli elaborati grafici e con i calcoli allegati. Se l’edificio comprende più unità immobiliari, bisogna chiarire se l’intervento riguarda una singola unità, l’intero fabbricato o una porzione autonoma.
Segue la descrizione del progetto. In questa parte si spiegano le opere previste, precisando se consistono in un ampliamento volumetrico, in un aumento della superficie, nella chiusura di spazi esistenti, nella demolizione e ricostruzione, nella modifica della sagoma, nel recupero di sottotetti o seminterrati o nella riqualificazione complessiva del fabbricato. La relazione deve illustrare come cambieranno gli spazi, quali ambienti saranno realizzati, quali parti saranno demolite, quali saranno mantenute e quali materiali o tecnologie verranno utilizzati.
Il cuore della relazione è il calcolo dell’incremento ammesso. La norma regionale stabilisce generalmente una percentuale massima applicabile al volume o alla superficie esistente, ma può prevedere percentuali diverse in relazione alla destinazione d’uso, alla zona urbanistica, alla tipologia dell’edificio, alla realizzazione di interventi energetici o alla presenza di condizioni particolari. Il tecnico deve indicare il parametro di partenza, spiegare come è stato determinato e applicare la percentuale prevista dalla legge.
Per esempio, se la norma consente un ampliamento del venti per cento del volume legittimo esistente, la relazione dovrà indicare il volume di riferimento, il calcolo della quota massima utilizzabile e il volume di progetto. Non è sufficiente affermare che l’ampliamento rientra nei limiti: occorre riportare i passaggi matematici e dimostrare che il risultato finale non supera la soglia consentita. Qualora la norma preveda premi ulteriori collegati al miglioramento energetico, alla sicurezza sismica o all’utilizzo di tecniche costruttive sostenibili, bisogna dimostrare separatamente il possesso di tali requisiti.
Il criterio di calcolo del volume non è sempre identico a quello utilizzato per altri adempimenti edilizi. Alcuni Comuni calcolano il volume urbanistico considerando le superfici lorde moltiplicate per l’altezza virtuale o reale; altri applicano definizioni contenute nelle norme tecniche di attuazione o nel regolamento edilizio. Per questa ragione, nella relazione devono essere citate le definizioni comunali e regionali utilizzate, evitando calcoli basati su criteri generici o su semplici misurazioni catastali.
La verifica urbanistica deve dimostrare che l’intervento è compatibile con la zona in cui si trova l’edificio. Occorre controllare la destinazione urbanistica dell’area, gli indici edificatori, le distanze dai confini e dai fabbricati, le altezze massime, gli allineamenti, i distacchi stradali, gli eventuali limiti di copertura e le prescrizioni relative agli spazi per parcheggio. Il Piano Casa può consentire deroghe ad alcuni parametri, ma tali deroghe devono essere espressamente previste dalla legge applicabile. Il tecnico non può presumere che l’ampliamento autorizzi automaticamente la violazione di ogni parametro urbanistico.
Particolare attenzione deve essere riservata alle distanze. Anche quando la legge regionale permette un aumento di volume o una modifica della sagoma, possono rimanere applicabili le distanze minime tra edifici, le distanze dai confini, le fasce di rispetto stradale, ferroviario, cimiteriale, demaniale o relative a corsi d’acqua. La relazione deve quindi chiarire il rispetto delle distanze oppure indicare la specifica disposizione che consente una deroga.
Devono essere esaminati anche i vincoli. L’immobile potrebbe trovarsi in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, idrogeologico, sismico, archeologico o ambientale. Potrebbero inoltre essere presenti vincoli derivanti da piani territoriali, parchi, corsi d’acqua, elettrodotti, gasdotti, infrastrutture stradali o regolamenti condominiali. La relazione deve indicare l’eventuale presenza dei vincoli e specificare quali autorizzazioni, nulla osta o pareri siano necessari. In presenza di vincolo paesaggistico, l’autorizzazione paesaggistica, quando richiesta, costituisce un procedimento distinto rispetto al titolo edilizio.
La parte strutturale deve essere proporzionata al tipo di intervento. Se l’ampliamento comporta nuove strutture portanti, modifiche significative all’organismo edilizio o interventi sulla costruzione esistente, il progetto dovrà essere verificato secondo la normativa antisismica e il tecnico strutturista dovrà predisporre gli elaborati necessari per il deposito o l’autorizzazione presso gli uffici competenti. Nella relazione generale è opportuno dichiarare che l’intervento sarà realizzato nel rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e che gli aspetti strutturali saranno trattati nella relazione di calcolo e negli elaborati specialistici.
Un altro elemento spesso essenziale riguarda il risparmio energetico. Molte discipline regionali riconoscono incrementi maggiori o condizioni favorevoli quando l’intervento migliora le prestazioni energetiche dell’edificio. La relazione deve indicare le opere previste sull’involucro, sulle coperture, sui serramenti, sugli impianti di climatizzazione, sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e sulla riduzione dei consumi. Quando necessario, dovranno essere allegati la relazione energetica prevista dalla legislazione nazionale, l’attestato di prestazione energetica, le verifiche sui requisiti minimi e gli eventuali calcoli relativi alla prestazione globale dell’edificio.
È necessario verificare anche i requisiti igienico-sanitari. Gli ambienti devono rispettare, per quanto applicabile, le condizioni relative ad altezze interne, rapporti aeroilluminanti, superfici minime, ventilazione, salubrità, presenza di servizi igienici e accessibilità. Le norme regionali o comunali possono prevedere possibilità di deroga o condizioni particolari per edifici esistenti, ma tali eccezioni devono essere espressamente motivate. La relazione deve spiegare come il progetto garantisca il rispetto dei requisiti oppure fondare le eventuali deroghe su una precisa disposizione normativa.
L’accessibilità e l’eliminazione delle barriere architettoniche costituiscono un ulteriore contenuto importante. L’intervento deve essere verificato rispetto alle norme sull’accessibilità, visitabilità e adattabilità degli edifici. Se vengono realizzati nuovi piani, ingressi, collegamenti verticali o unità immobiliari, occorre esaminare la possibilità di installare rampe, ascensori, piattaforme elevatrici o altri dispositivi. Le soluzioni adottate devono essere illustrate nella relazione e rappresentate negli elaborati grafici.
La relazione deve inoltre indicare la categoria edilizia dell’intervento secondo il Testo Unico dell’Edilizia, cioè se si tratta di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, nuova costruzione, demolizione e ricostruzione o altra categoria prevista dalla normativa. La qualificazione non deve essere scelta in modo astratto, perché da essa dipende il titolo abilitativo necessario. In funzione della legge regionale, del tipo di intervento e delle caratteristiche dell’immobile, potrà essere necessaria una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, una SCIA alternativa al permesso di costruire oppure un permesso di costruire. Il tecnico deve indicare il titolo ritenuto corretto e motivare la scelta.
Quando l’intervento riguarda una demolizione e ricostruzione, la relazione deve descrivere con particolare precisione l’edificio originario e quello progettato. Bisogna verificare quali elementi possano essere modificati, se siano consentite variazioni della sagoma, della posizione, dell’altezza o dell’area di sedime e se la normativa regionale richieda il mantenimento di una determinata superficie o volumetria. Devono essere affrontati anche gli aspetti relativi alla ricostruzione in zona sismica, alle distanze e ai vincoli paesaggistici.
La parte conclusiva della relazione dovrebbe contenere le dichiarazioni del tecnico sulla conformità del progetto. Il professionista attesta, secondo le proprie responsabilità, che l’intervento è compatibile con la normativa urbanistica ed edilizia applicabile, che i calcoli sono stati eseguiti secondo i criteri previsti, che l’immobile possiede i requisiti per accedere al Piano Casa e che saranno rispettate le prescrizioni relative a sicurezza, igiene, energia, accessibilità e tutela dei vincoli. Le dichiarazioni devono essere formulate con prudenza e soltanto dopo avere completato le verifiche documentali e progettuali.
La relazione deve essere accompagnata da elaborati coerenti. In genere sono necessari gli estratti degli strumenti urbanistici, la documentazione catastale, la documentazione fotografica, le planimetrie dello stato legittimo, le planimetrie dello stato di fatto, gli elaborati di progetto, i confronti tra demolizioni e costruzioni, le sezioni, i prospetti, i calcoli delle superfici e dei volumi, la verifica delle distanze, gli eventuali elaborati energetici, strutturali e paesaggistici. La legge regionale o il Comune possono richiedere ulteriori allegati. Ogni dato riportato nella relazione deve poter essere verificato negli elaborati grafici o nella documentazione amministrativa.
Dal punto di vista della redazione, è preferibile utilizzare un linguaggio tecnico ma comprensibile, evitando formule generiche come “l’intervento risulta conforme alle norme vigenti” se non sono seguite da una spiegazione. Una buona relazione deve indicare quali norme sono state applicate, quali dati sono stati utilizzati e come si è arrivati alle conclusioni. È inoltre essenziale mantenere corrispondenza tra relazione, tavole grafiche, computi, moduli amministrativi e calcoli. Una differenza anche minima tra volume indicato nella relazione e volume rappresentato negli elaborati può generare richieste di integrazione o contestazioni.
In pratica, la redazione comincia con l’acquisizione della documentazione urbanistica e catastale, prosegue con il sopralluogo e il rilievo dell’edificio, passa attraverso la verifica dello stato legittimo e dei vincoli, quindi comprende il calcolo della consistenza esistente e della quota di ampliamento utilizzabile. Successivamente viene sviluppato il progetto, vengono eseguite le verifiche urbanistiche, strutturali, energetiche e igienico-sanitarie e si individua il titolo abilitativo corretto. Solo dopo queste fasi la relazione può essere redatta in forma definitiva e depositata insieme alla pratica edilizia.
La formula finale può assumere una struttura simile a questa, adattata al caso concreto: il tecnico dichiara di avere esaminato la documentazione edilizia e catastale, di avere verificato la legittimità dell’immobile, di avere determinato la consistenza edilizia secondo i criteri previsti dalla normativa regionale e comunale, di avere applicato la percentuale di ampliamento ammessa, di avere verificato il rispetto dei parametri urbanistici e dei requisiti tecnici e di avere individuato gli eventuali ulteriori procedimenti autorizzativi necessari.
Il punto più delicato è che non esiste una relazione tecnica per Piano Casa valida in modo uniforme per ogni Comune italiano. La sua correttezza dipende dalla legge regionale applicabile, dalla data in cui viene presentata la pratica, dalle norme urbanistiche locali, dalla situazione legittima dell’edificio e dai vincoli presenti sull’area. Per questo il modello deve essere considerato soltanto una base di lavoro: prima del deposito deve essere verificato e personalizzato dal tecnico incaricato sulla disciplina regionale e comunale vigente.
Fac simile relazione tecnica piano casa
RELAZIONE TECNICA
INTERVENTO AI SENSI DELLA NORMATIVA “PIANO CASA”
1. DATI GENERALI DELL’INTERVENTO
Il/La sottoscritto/a __, nato/a a __ il __, C.F. __, con studio professionale in __, Via __ n. __, iscritto/a all’Ordine/Collegio professionale di __ al n. __,
in qualità di tecnico incaricato dal/dalla Sig./Sig.ra __, nato/a a __ il __, C.F. __, residente in __, Via __ n. __,
redige la presente relazione tecnica relativa all’intervento da eseguirsi presso l’immobile sito nel Comune di __, in Via __ n. __.
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2. OGGETTO DELL’INTERVENTO
L’intervento riguarda __.
In particolare, le opere previste consistono in:
- __;
- __;
- __;
- __;
- __.
L’intervento sarà realizzato ai sensi della normativa regionale vigente in materia di “Piano Casa”, con riferimento alla Legge Regionale __ n. __ e successive modificazioni e integrazioni, nonché alla normativa urbanistica ed edilizia applicabile.
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3. UBICAZIONE E IDENTIFICAZIONE CATASTALE
L’immobile oggetto di intervento è ubicato nel Comune di __, Provincia di __, in Via __ n. __.
Dati catastali:
- Catasto: __;
- Comune catastale: __;
- Foglio: __;
- Particella/mappale: __;
- Subalterno: __;
- Categoria catastale: __;
- Classe: __;
- Consistenza: __;
- Rendita catastale: __.
L’immobile risulta intestato a:
__.
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4. TITOLARITÀ DELL’IMMOBILE
Il/La richiedente dichiara di avere la disponibilità dell’immobile in forza del seguente titolo:
__.
Il titolo di provenienza risulta da __, stipulato in data __, repertorio n. __, registrato presso __ in data __.
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5. INQUADRAMENTO URBANISTICO
L’immobile ricade nello strumento urbanistico vigente del Comune di __, approvato con __, in zona urbanistica __, disciplinata dall’articolo __ delle Norme Tecniche di Attuazione.
La destinazione urbanistica dell’area risulta essere:
__.
L’immobile è soggetto ai seguenti vincoli:
- __;
- __;
- __.
L’intervento risulta compatibile con le previsioni dello strumento urbanistico vigente in quanto __.
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6. STATO LEGITTIMO DELL’IMMOBILE
L’edificio esistente è stato realizzato in forza del seguente titolo edilizio:
- Titolo edilizio: __;
- Numero: __;
- Data: __;
- Rilasciato/presentato presso: __;
- Oggetto: __.
Eventuali successive modifiche risultano autorizzate mediante:
__.
Lo stato attuale dell’immobile corrisponde ai titoli edilizi sopra indicati, fatta eccezione per:
__.
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7. DESCRIZIONE DELLO STATO DI FATTO
L’edificio oggetto di intervento è costituito da __.
La costruzione presenta le seguenti caratteristiche:
- Numero di piani fuori terra: __;
- Numero di piani interrati: __;
- Struttura portante: __;
- Tamponamenti e murature: __;
- Solai: __;
- Copertura: __;
- Finiture esterne: __;
- Finiture interne: __;
- Destinazione d’uso attuale: __.
La superficie utile esistente è pari a __ mq.
La superficie lorda complessiva esistente è pari a __ mq.
Il volume urbanistico esistente è pari a __ mc.
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8. DESCRIZIONE DELLE OPERE IN PROGETTO
Le opere previste comprendono:
__.
L’intervento prevede in particolare:
8.1 Opere edilizie
__.
8.2 Opere strutturali
__.
8.3 Opere sulle facciate e sulle finiture esterne
__.
8.4 Opere interne
__.
8.5 Opere sulle coperture
__.
8.6 Impianti tecnologici
__.
8.7 Sistemazioni esterne
__.
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9. PARAMETRI URBANISTICO-EDILIZI
I principali parametri urbanistico-edilizi dell’intervento sono i seguenti:
| Parametro | Stato di fatto | Progetto | Normativa |
|—|—:|—:|—:|
| Superficie del lotto | __ mq | __ mq | __ |
| Superficie coperta | __ mq | __ mq | __ |
| Superficie utile | __ mq | __ mq | __ |
| Superficie lorda | __ mq | __ mq | __ |
| Volume urbanistico | __ mc | __ mc | __ |
| Altezza massima | __ m | __ m | __ |
| Distanza dai confini | __ m | __ m | __ |
| Distanza dagli edifici | __ m | __ m | __ |
| Distanza dalla strada | __ m | __ m | __ |
| Numero di piani | __ | __ | __ |
| Superficie permeabile | __ mq | __ mq | __ |
| Area destinata a parcheggio | __ mq | __ mq | __ |—
10. VERIFICA DELL’INCREMENTO VOLUMETRICO O SUPERFICIARIO
La consistenza dell’edificio esistente risulta pari a __ mc/mq.
L’incremento previsto dalla normativa applicabile è pari a __%.
L’incremento massimo ammissibile risulta pertanto:
__ mc/mq.
L’incremento previsto in progetto è pari a __ mc/mq, corrispondente al __% della volumetria/superficie esistente.
L’intervento rispetta i limiti previsti dalla Legge Regionale __ n. __ e dalla normativa comunale vigente.
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11. DESTINAZIONE D’USO
La destinazione d’uso attuale dell’immobile è __.
La destinazione d’uso prevista a seguito dell’intervento sarà __.
L’eventuale mutamento di destinazione d’uso consiste in __.
La destinazione d’uso di progetto risulta compatibile con la zona urbanistica di appartenenza in quanto __.
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12. DISTANZE, ALTEZZE E ALLINEAMENTI
Il progetto rispetta:
- le distanze minime dai confini, pari a __ m;
- le distanze minime dagli edifici, pari a __ m;
- le distanze dalle strade, pari a __ m;
- le altezze massime consentite, pari a __ m;
- gli allineamenti stradali previsti dalla normativa vigente;
- le disposizioni del Codice Civile in materia di distanze;
- le disposizioni del Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
Eventuali deroghe previste dalla normativa “Piano Casa” riguardano:
__.
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13. SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
L’intervento garantisce il rispetto della normativa vigente in materia di superamento e abbattimento delle barriere architettoniche, con particolare riferimento alla Legge 9 gennaio 1989, n. 13, al Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236, e al Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503.
Le soluzioni progettuali adottate consistono in:
__.
L’edificio risulta:
__.
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14. REQUISITI IGIENICO-SANITARI
I locali oggetto di intervento rispettano i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente in materia di:
- altezze interne;
- rapporti aeroilluminanti;
- superfici minime;
- ventilazione naturale e artificiale;
- isolamento dall’umidità;
- approvvigionamento idrico;
- smaltimento delle acque reflue;
- illuminazione e aerazione dei locali.
Le verifiche effettuate hanno dato il seguente esito:
__.
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15. CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI
L’intervento sarà realizzato nel rispetto della normativa vigente in materia di prestazione energetica degli edifici.
Sono previste le seguenti opere:
- __;
- __;
- __;
- __.
La trasmittanza termica degli elementi opachi e trasparenti sarà conforme ai limiti previsti dalla normativa vigente.
La produzione di energia da fonti rinnovabili sarà garantita mediante:
__.
La documentazione energetica sarà predisposta da __.
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16. SICUREZZA STRUTTURALE E SISMICA
L’intervento interessa le strutture dell’edificio mediante:
__.
Le opere strutturali saranno progettate e realizzate nel rispetto della normativa vigente, con particolare riferimento a:
- __;
- __;
- __.
Il progetto strutturale sarà depositato/autorizzato presso __ con pratica n. __ del __.
Il Direttore dei Lavori delle opere strutturali sarà __.
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17. PREVENZIONE INCENDI
L’attività oggetto di intervento:
__.
Risulta/non risulta soggetta ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica __.
Gli eventuali adempimenti previsti consistono in:
__.
La pratica di prevenzione incendi sarà presentata presso __ dal professionista incaricato __.
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18. IMPIANTI
Gli impianti tecnologici saranno realizzati o adeguati nel rispetto della normativa vigente.
Sono interessati dall’intervento i seguenti impianti:
- impianto elettrico: __;
- impianto idrico-sanitario: __;
- impianto termico: __;
- impianto di climatizzazione: __;
- impianto di adduzione gas: __;
- impianto fotovoltaico: __;
- impianto di scarico: __;
- impianto antincendio: __;
- altri impianti: __.
Le imprese esecutrici saranno in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
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19. SMALTIMENTO DELLE ACQUE REFLUE E METEORICHE
Lo smaltimento delle acque reflue avverrà mediante:
__.
Lo smaltimento delle acque meteoriche avverrà mediante:
__.
L’allacciamento alla pubblica fognatura:
__.
L’eventuale autorizzazione allo scarico sarà acquisita presso __.
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20. MATERIALI E CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE
I materiali previsti per le opere saranno i seguenti:
- strutture: __;
- murature: __;
- intonaci: __;
- tinteggiature: __;
- serramenti: __;
- copertura: __;
- pavimentazioni: __;
- rivestimenti: __;
- opere di lattoneria: __;
- recinzioni: __.
Le caratteristiche architettoniche dell’intervento saranno coerenti con il contesto edilizio e paesaggistico circostante.
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21. VINCOLI E AUTORIZZAZIONI
In relazione alla presenza dei vincoli sopra indicati, si rendono necessari i seguenti pareri, nulla osta o autorizzazioni:
- __;
- __;
- __;
- __.
Gli eventuali procedimenti autorizzativi saranno presentati presso:
__.
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22. CONFORMITÀ ALLA NORMATIVA VIGENTE
Il progetto è stato redatto nel rispetto delle seguenti disposizioni:
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __.
Per quanto di competenza, si dichiara che l’intervento:
- è conforme agli strumenti urbanistici vigenti;
- rispetta i parametri edilizi e urbanistici applicabili;
- rispetta la normativa igienico-sanitaria;
- rispetta la normativa in materia di sicurezza;
- rispetta la normativa in materia di accessibilità;
- rispetta la normativa energetica;
- rispetta la normativa strutturale e sismica;
- rispetta la normativa relativa ai vincoli presenti sull’area.
—
23. QUALIFICAZIONE DELL’INTERVENTO
Ai sensi della normativa vigente, l’intervento è qualificabile come:
__.
Il titolo abilitativo necessario per l’esecuzione delle opere è:
__.
L’inizio dei lavori è previsto per il __.
La durata presunta dei lavori è pari a __ giorni.
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24. CONCLUSIONI
Alla luce delle verifiche effettuate e della documentazione esaminata, si dichiara che l’intervento proposto presso l’immobile sito in __, Via __ n. __, identificato catastalmente al Foglio __, Particella __, Subalterno __:
- risulta conforme alla normativa urbanistica ed edilizia vigente;
- rispetta i limiti e le condizioni previsti dalla normativa “Piano Casa”;
- risulta compatibile con la destinazione urbanistica dell’area;
- garantisce il rispetto dei requisiti igienico-sanitari;
- garantisce il rispetto della normativa in materia di sicurezza, accessibilità ed efficienza energetica;
- non determina pregiudizio per la sicurezza, la salubrità e la pubblica incolumità.
La presente relazione viene redatta per essere allegata alla pratica edilizia relativa all’intervento descritto.
—
25. ELENCO DEGLI ALLEGATI
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __;
- __.
—
Luogo __, data __
Il/La Committente
Firma __Il/La Tecnico/a incaricato/a
Firma e timbro __