Come Inviare il Curriculum

In questa guida spieghiamo come preparare e inviare il curriculum.

Mandatelo via mail e possibilmente ad un indirizzo personale. Meglio evitare i form del tipo “candidati online”:
si finisce in una banca dati ma le possibilità di essere chiamati sono remote e i tempi di risposta quasi eterni. Assolutamente no al cartaceo: è come dire che voi e la tecnologia siete due cose opposte e il vostro cv sarà destinato ad un sicuro cestinamento.

Presentatevi, bastano anche solo due righe ma perdete cinque minuti per scriverle. Non dovete stupire con effetti speciali, l’importante è dire il vostro nome e cognome e mi raccomando: siate gentili. Ringraziate per l’interessamento e rivolgete sempre i più sentiti cordiali saluti. Il curriculum deve essere sempre accompagnato dalla lettera di presentazione, per modelli da scaricare è possibile vedere il sito Letteradipresentazione.net.

Rileggete tutto, non fidatevi dei poteri della tecnologia. Il controllo ortografico sarà anche una grande invenzione ma a volte gioca brutti scherzi. Non c’è nulla di peggio di un cognome storpiato: se è il vostro, può anche passare ma se è quello del mittente sono guai. E ricordatevi l’allegato. Certo, errare è umano e si può sempre rimediare con una seconda e-mail, stavolta corretta. Però pensate a chi riceve una mail vuota: per quanto sia magnanimo di cuore, è difficile che vi consideri persone scrupolose e attente ai minimi dettagli.

Date il consenso per la privacy, i più ligi alla legge non vi chiameranno se non avrete dato il vostro consenso al trattamento dei dati personali. Quindi copiatevi questa frase su un file e ricordatevi di incollarla sempre su ogni lettera di presentazione: “autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. L. 30 giugno 2003 n. 196″.

Leggete bene l’annuncio, nel 90% dei casi un cv scritto in Word e inviato via mail va benissimo ma c’è sempre chi si vuole distinguere. Alcune aziende non vogliono file allegati ma preferiscono che copiate il testo del vostro cv direttamente nella mail. Altre non accettano alcuni formati. E poi c’è anche chi non ne vuole sapere di ricevere mail e vi obbliga a compilare quei noiosissimi form on line dove dopo avervi chiesto vita morte e miracoli della vostra esistenza, vi chiedono anche di allegare il vostro cv. Non bastava quello?!

Attenzione al mittente, controllate che l’indirizzo di posta a cui inviare la mail sia corretta ma soprattutto scrivete correttamente il nome dell’azienda. E non cadete sulla denominazione sociale: snc, spa, srl magari a noi sembrano tutte uguali ma per il datore di lavoro no! Se sbagliate il nome dell’azienda date subito l’idea di chi non sa neppure a chi si sta rivolgendo.

Fatevi un promemoria, conservate le mail che inviate e soprattutto scrivetevi gli annunci a cui corrispondono. I tempi di reazione dei datori di lavoro spesso non sono così immediati e, se mandate decine di cv al giorno, fate in tempo a scordarvi tutto. Un promemoria sarà utile anche per un breve ripasso pre-colloquio.

Adattate curriculum e lettera di presentazione al contesto. Forse non è un consiglio molto “politicaly correct” ma può essere utile. Se non c’è un solo lavoro che vi interessa e state mandando cv ovunque, cercate di mostrarvi interessati magari inserendo negli interessi personali del vostro cv, qualcosa di inerente al posto in cui vi state candidando.

Non mentite, non è un modo per rimediare al punto 8! Non mentire serve soprattutto a voi per evitarvi spiacevoli inconvenienti. Insomma, non dite che conoscete a menadito russo e aramaico anche se sapete a malapena l’italiano: in fase di colloquio potrebbero verificare le vostre effettive capacità e potreste rischiare una figura poco piacevole!

Fate selezione, non riuscite a trovare lavoro e siete colti dal raptus di inviare cv ovunque? Attenzione perchè poi, per un’oscura legge della probabilità, verrete chiamati proprio per quei lavori per cui non siete assolutamente portati. E un conto è fare qualcosa che non ci entusiasma, un altro fare un lavoro in cui ci si sente costantemente a disagio.

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